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“Pmi in risalita sulla scia della ripresa”

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Federlazio - Giuseppe Crea, Giovanni Calisti e Mario Adduci

Federlazio – Giuseppe Crea, Giovanni Calisti e Mario Adduci

Il presidente di Federlazio Giovanni Calisti

Il presidente di Federlazio Giovanni Calisti

Il direttore di Federlazio Giuseppe Crea

Il direttore di Federlazio Giuseppe Crea

Il responsabile sindacale di Federlazio Mario Adduci

Il responsabile sindacale di Federlazio Mario Adduci

Viterbo – “Un sistema produttivo in risalita e che si sta rafforzando sulla strada della ripresa”.

Giovanni Calisti, presidente della Federlazio, commenta così l’indagine congiunturale del primo semestre del 2017 su un campione di 350 imprese, di cui 46 della Tuscia.

Un focus che, come sottolinea il direttore Giuseppe Crea si è focalizzato molto sull’internazionalizzazione delle imprese, ovvero della capacità di aprirsi al mondo estero. Capacità che, purtroppo, non tutti hanno.

“La maggior parte delle imprese intervistate dichiara che il fatturato realizzato all’estero pesa meno del 5% del totale – spiega Crea -. Questo significa che si punta molto poco sull’export. Ora però sarebbe moto interessante capire perché. Mancano le strutture adeguate e le competenze per farlo? Molto probabilmente sì, visto che dai dati emerge una tendenza delle aziende a non utilizzare servizi professionali esterni che aiuterebbero ad aprirsi oltre i confini nazionali, pur avendo prodotti potenzialmente esportabili”.

Altro aspetto importante preso in considerazione dall’indagine è l’accesso al credito.

“Rispetto al secondo semestre del 2016 – continua il direttore Crea – le pmi che hanno richiesto crediti alle banche sono aumentate del 6%. Non solo. E’ cresciuto esponenzialmente anche il numero di chi l’ha ottenuto con facilità e a condizioni vantaggiose”.

I soldi, però, non servono ancora per investire. O almeno non sempre. Molte aziende hanno ancora bisogno di liquidità. “Il motivo è chiaro – commenta Crea – alle imprese serve ossigeno. Stanno uscendo da un periodo nero e al momento vogliono stabilità. Poi, più avanti, penseranno ad investire. E ci sono segnali positivissimi che chi non ha ancora iniziato a farlo lo farà presto”.

Stabile l’aspetto relativo agli organici.

“L’andamento occupazionale è rimasto pressoché invariato – spiega Mario Adduci, responsabile del servizio sindacale di Federlazio -. Il 63,2% delle aziende, rispetto al 44,4% del semestre precedente, dichiara invariato il numero dei lavoratori. Importante sottolineare il dato della cassa integrazione: A Viterbo si è registrato un -32,2% del totale (tra ordinaria, straordinaria e in deroga), percentuale minore rispetto alla media laziale (66%) e a quella nazionale (44,6%), ma molto confortante se si mette a paragone con il +9,4% della provincia di Rieti”.

Insomma un quadro nel complesso positivo e che dà una fotografia di un settore produttivo in costante trasformazione.

“Il mondo sta cambiando – conclude il presidente Calisti – e chi non si adegua rischia di rimanerne fuori. La risalita già iniziata nel 2016 sembra continuare anche nel 2017. Gli ordinativi sia interni che di export aumentano e danno vita a un mercato sempre più vitale. L’unica nota stonata è forse l’andamento demografico delle imprese che, rispetto al resto del Lazio, nella Tuscia è in negativo.

Ma tutti gli altri segnali fanno ben sperare, primo su tutti la modernizzazione delle pmi. Noi dal canto nostro possiamo e dobbiamo fare molto per affiancare questo processo, in particolare con le garanzie sussidiarie che possiamo mettere a disposizione, in particolare i Confidi, che sono linfa vitale per le aziende se supportate da opportune politiche regionali”.

Francesca Buzzi

 


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