- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Mettiamo fine alla precarietà degli ‘atipici'”

Condividi la notizia:

Stefano Innocenzi, medico (Cgil)

Stefano Innocenzi, medico (Cgil)

Viterbo – “Poniamo fine alla precarietà degli ‘atipici'”. E’ da anni che Stefano Innocenzi, responsabile territoriale della Fp-Cgil Medici, porta avanti la battaglia della stabilizzazione dei precari della Asl. Soddisfatto per le conquiste ottenute per chi ha tipologie contrattuali a tempo determinato, ora chiede di tutelare gli ‘atipici’ fondamentali per garantire la sanità pubblica.

“La sanità laziale – dice Innocenzi – per anni di commissariamento e piano di rientro si basa totalmente sul lavoro precario. La Regione ha fatto molto in questi ultimi anni e stiamo arrivando a una soluzione per i precari ‘storici’ e cioè quelli con tipologie contrattuali a tempo determinato.

Manca però quella parte di precari che, o per anzianità simile alla mia, che ho 44 anni, lavoro in pronto soccorso e sono precario dal 2003, o quelli più giovani, hanno contratti a prestazione, partita Iva o a collaborazione, i cosiddetti ‘atipici’. Loro sono anche quelli meno tutelati, pur facendo lo stesso lavoro di quelli a tempo determinato che hanno i diritti del dipendente acquisiti tramite anni di battaglie.

Gli ‘atipici’ sono trattati come liberi professionisti, pur facendo le stesse attività. Hanno dunque meno tutele dal punto di vista della malattia, e cioè se non lavorano non guadagnano, e anche da quello previdenziale. Devono entrare in un processo, che è già segnato, in base al comma 543 della legge 208, e che deve trovare applicazione concreta nel 2018”.

Innocenzi sottolinea: “La Asl di Viterbo, sia come direzione generale, che come risorse umane, ha fatto un grande lavoro. La Cgil gli è stata dietro, passo dopo passo, e questa collaborazione ha portato a una sinergia che ha dato i suoi frutti. Bene quindi quello che è stato fatto finora, ma adesso non dobbiamo perdere di vista l’assunzione dei precari, senza i quali non ci sarebbe sanità.

Non sono un in più, infatti, ma il 70 per cento del personale della Asl viterbese che garantisce i ‘lea’, livelli essenziali di assistenza, al cittadino. Quindi, non è solo il precario che viene rinnovato ogni anno tramite il decreto della regione Lazio, ma si rinnova, al tempo stesso, il diritto alla salute del cittadino, che senza questi colleghi non ci sarebbe”.

Innocenzi ha chiaro cosa è mancato in questi anni: “Una seria programmazione e una progettazione sanitaria all’interno del Lazio. Tra l’altro, si arriva al paradosso che è lo Stato che cerca di ‘truffare’ le sue leggi, facendo contratti atipici in modo che quel soggetto abbia meno diritti da poter rivendicare in futuro. Il lavoro atipico non dovrebbe proprio esistere perché è una truffa della pubblica amministrazione.

Dal 2006 è iniziato questo impegno che vediamo concludersi adesso e che, con la giunta Zingaretti, ha trovato la sua espressione. In questo, Viterbo rappresenta un’eccellenza a livello regionale perché sindacato e direzione risorse umane hanno lavorato in maniera sinergica e costante, ottenendo risultati che altre province non hanno, visto che, per esempio Latina e Frosinone sono molto più indietro rispetto a noi”.

Sostiene Innocenzi: “Il precario dà l’idea di un giovane che si aproccia al mondo del lavoro, io in realtà ho 14 anni di anzianità e ci sono colleghi che sono precari a 59 anni e quindi più vicini alla pensione che all’immissione nel mondo del lavoro. Se non si agevola il processo di assorbimento, anche l’esperienza acquisita in ospedale si perde visto che poi ci potrebbero essere trasferimenti in Toscana o Umbria, che sono regioni più virtuose di noi. Dobbiamo tutelare questi lavoratori e porre fine alla loro precarietà, ridando dignità ai nostri professionisti e ridando ai cittadini una sanità pubblica”.

In pronto soccorso, l’80 per cento del personale è precario e di questo il 70 è atipico. Gli ospedali non potrebbero funzionare senza di noi.

Portiamo a termine il percorso già avviato dalla Regione per gli atipici, continuando il lavoro che abbiamo intrapreso per il precariato e – conclude Innocenzi – tuteliamo le personalità fino all’espletemento delle procedure a loro riservate”.

Paola Pierdomenico


Condividi la notizia: