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“Ti apro come un agnello e mangio la coratella”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Montefiascone – Imprenditore falisco dice di essere stato minacciato di morte per farsi saldare un debito. Motivo per cui un presunto estorsore è stato già condannato, mentre ha preso il via nei giorni scorsi davanti al giudice Silvia Mattei il processo ad altri due indagati, un uomo e una donna, coinvolti anch’essi nella vicenda.

“Ti apro come un agnello e mangio la coratella”, avrebbe detto alla presunta vittima l’attuale imputato. “Ti apro come un coniglio”, gli avrebbe detto la donna, mostrandogli un coltello che teneva in macchina, appoggiato minacciosamente sul sedile a fianco a quello di guida.

La vittima, nel 2014, avrebbe ricevuto circa settemila euro in contanti dalla donna per concludere un affare. L’agente di commercio, tuttavia, non sarebbe riuscito a ottenere quanto pattuito. Così la donna, per ottenere la restituzione dei soldi, si sarebbe rivolta a un soggetto che, con ripetute minacce e intimidazioni, avrebbe preteso la consegna del danaro relativo al debito contratto, con il surplus di 2000 euro come compenso per la sua attività di recupero crediti.

“Si sono appostati fuori casa mia e anche fuori del mio ufficio per intimorirmi, lei mi ha anche chiamato vicino alla macchina senza scendere, mostrandomi il coltello. Mi dicevano che mi avrebbero aperto come un agnello e come un coniglio”, ha detto la parte offesa, che alla fine ha chiesto aiuto ai carabinieri di Montefiascone. 

Una vicenda dai contorni poco limpidi, che spetterà al processo chiarire. Ma ci vorrà tempo: la versione degli imputati sarà ascoltata il 24 ottobre 2018. 


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