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Viterbo – “L’interrogatorio di Ermanno Fieno non è sinonimo di abbreviato”, dicono i difensori del 45enne viterbese che rischia l’ergastolo per la morte dei genitori Rita Franceschini e Gianfranco Fieno, di 77 e 83 anni, trovati cadaveri lo scorso 13 dicembre a Santa Lucia.
Ancora in attesa di un interrogatorio che tarda ad arrivare, la difesa dell’uomo, in carcere da un mese e mezzo con l’accusa di duplice omicidio, non esclude alcuna ipotesi. “Anche se Ermanno Fieno confessasse – dicono gli avvocati – non è scontato il ricorso al rito abbreviato. Potremmo anche chiedere di essere giudicati davanti alla corte d’assise”.
Il seguito giudiziario della vicenda, insomma, non sarebbe scontato neanche di fronte a una piena ammissione di colpevolezza.
La procura, nel frattempo, non sembra avere fretta di fissare l’interrogatorio, che potrebbe slittare anche dopo il deposito dell’autopsia, cui spetta stabilire la data della morte (tra il 28 e il 29 novembre secondo i primi riscontri investigativi) e se il padre sia morto e meno per cause naturali (mentre sembra certo che la madre sia stata uccisa da due colpi d’attizzatoio che le hanno fracassato il cranio).
Per il deposito dell’autopsia, però, bisognerà aspettare almeno fino a metà febbraio. Per gli avvocati Samuele De Santis e Enrico Valentini, che hanno avviato indagini difensive nominando un proprio consulente di parte, nel frattempo, Ermanno Fieno potrebbe non essere stato pienamente in sé al momento dei fatti.
“Qualora dovesse emergere anche soltanto una scemata capacità di intendere e di volere, è chiaro che si tratterà di un’attenuante in grado di pesare sulle aggravanti”, spiegano i due legali il cui obiettivo, nel caso, sembrerebbe essere proprio quello di scongiurare il “fine pena mai”.
Col rito abbreviato, se l’è cavata con una condanna a trent’anni il parrucchiere 70enne d’origine napoletana Antonio Matuozzo che la notte del 12 ottobre 2013 ha massacrato a coltellate nel sonno, nella loro casa di Barbarano Romano, la compagna 61enne, nonostante il perito del tribunale lo avesse definito lucido e capace di intendere e di volere.
Qualcuno ricorderà, però, come nel caso della morte del professor Ausonio Zappa, aggredito la notte del 28 marzo 2012 nella sua villa di Bagnaia da una banda di quattro romeni ventenni, i due esecutori materiali del delitto, nonostante il ricorso al rito alternativo, siano stati condannati in primo grado all’ergastolo dal gup per omicidio volontario.
“L’interrogatorio non è sinonimo di abbreviato, anche qualora Ermanno Fieno confessasse”, ribadiscono Valentini e De Santis.
Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente – I funerali dei coniugi Fieno – Le testimonianze dei vicini – La polizia al lavoro – Trovati morti in casa – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini – L’arresto di Ermanno Fieno – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro – Tragedia in via Santa Lucia – Coppia uccisa in casa
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


