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Biologico, la Tuscia sulle tavole degli italiani

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Viterbo - Camera di commercio

Viterbo – Camera di commercio

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con 1.120 aziende biologiche certificate e un’incidenza pari a 296 imprese ogni 10.000, la provincia di Viterbo si conferma nell’alta classifica del biologico in Italia.

È quanto emerge dall’intesa tra Accredia, Unioncamere e InfoCamere che ha permesso di realizzare la “mappa” aggiornata degli operatori con certificazione Bio, ancora più accessibile grazie all’inserimento delle informazioni nelle visure rilasciate dalle Camere di Commercio.

A oggi sono circa 60mila le aziende italiane con certificazione “Bio”, 24mila delle quali (quasi il 40% del totale) accreditate dal sistema di certificazione nazionale solo negli ultimi tre anni. La novità rientra nel processo di continuo miglioramento di qualità, completezza e trasparenza delle informazioni presenti nelle banche dati delle camere di commercio, perseguito attraverso l’integrazione di informazioni sulle imprese gestite da altre pubbliche amministrazioni.

La “mappa” disegna uno scenario in cui sempre più consumatori sono attenti a salute e ambiente, con una richiesta di prodotti biologici in crescita, ed un numero sempre maggiore di aziende che scelgono di produrre in modo più naturale.

La mappa delle imprese “Bio” in Italia

A inizio dicembre 2017, le imprese in possesso di una certificazione Bio in Italia erano 59.461. Per la maggioranza, si tratta di realtà localizzate nel Mezzogiorno (il 55,8%), più del doppio di quelle con sede al Nord (il 23,4%) e quasi tre volte quelle del Centro Italia (il 20,8%).

Più della metà (il 56%) delle imprese certificate si concentra in sole cinque regioni con la Sicilia in testa (15,9), seguita dalla Calabria (13,4), dalla Puglia (11,6), dalla Toscana e dall’Emilia Romagna (7,7).

I numeri del biologico nel Belpaese raccontano di un settore che si è fortemente trasformato e irrobustito negli ultimi anni, passando da tendenza rivolta a mercati di nicchia a vero e proprio stile di vita per milioni di consumatori italiani. Al tempo stesso, il biologico sta rivestendo un ruolo sempre più importante come opportunità di rilancio per molte aziende del nostro agro-alimentare.

Mentre nell’agricoltura tradizionale ogni anno numerose imprese chiudono, cedendo il passo a realtà più grandi e strutturate, il settore del biologico sta andando in controtendenza, a dimostrazione che anche aziende di dimensioni più piccole, grazie all’applicazione dei principi dell’agricoltura biodinamica, possono stare con successo sul mercato.

Tornando ai dati, con riferimento all’attività svolta l’81% opera direttamente nel settore agricolo e circa il 7% nel commercio. In particolare, le aziende che svolgono esclusivamente produzione Bio sono 44.482 (il 75% dell’universo delle certificate) e di esse una su tre ha sede in due sole regioni del Mezzogiorno: Calabria o Sicilia. Approfondendo l’analisi delle imprese Bio per forma giuridica, l’11% (6.490) è costituito da società di capitale.

Di queste, oltre il 90% è una Pmi ovvero con un volume d’affari uguale o inferiore ai 50 milioni di euro. Più della metà (il 55,2%) rientra nella definizione di micro impresa (con un fatturato non superiore ai 2 milioni di euro), e la metà ha un capitale sociale inferiore ai 50mila euro.

Cos’è la certificazione biologica

In una parola (per giunta ormai abbreviata) si celano significati complessi, qualcosa di più di un nome su un’etichetta e più vicina a una filosofia che ha l’ambizioso obiettivo di tutelare la salute salvaguardando l’ambiente.

L’agricoltura biologica sfrutta infatti la naturale fertilità del suolo con lo scopo di rispettarla e favorirla ricorrendo a interventi limitati. Questa particolare tipologia di agricoltura, inoltre, ha lo scopo di promuovere la biodiversità ed escludere l’utilizzo di prodotti di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e di organismi geneticamente modificati (Ogm).

L’agricoltura biologica è disciplinata a livello comunitario dal Regolamento CE 834/2007 e dai successivi regolamenti di applicazione relativi alla produzione biologica e all’etichettatura per le seguenti categorie di prodotti:

Prodotti agricoli vivi o non trasformati;
Prodotti agricoli trasformati destinati a essere usati come alimenti;
Mangimi;
Materiale da propagazione vegetativa e sementi per la coltivazione.

La certificazione “Bio” è un attestato che garantisce il rispetto di rigidi requisiti atti a evitare o ridurre la “contaminazione” da parte dell’uomo. L’organismo di certificazione di prodotto è responsabile per la verifica della conformità del prodotto ai requisiti fissati per la certificazione, alle norme tecniche volontarie o ad altri riferimenti normativi. La certificazione di prodotto è basata sulla fiducia sullo specifico processo di fabbricazione. Questo assunto implica l’estensione di tale situazione di conformità nel tempo.

Tab. 1 – Imprese con certificazione BIO: distribuzione regionale

REGIONE

Imprese cerificate BIO

Incidenza ogni 10mila

  REGIONE

Imprese con certificate BIO

Incidenza ogni 10mila

SICILIA

9.444

204

  TRENTINO-ALTO ADIGE

1.827

166

CALABRIA

7.978

428

  SARDEGNA

1.793

106

PUGLIA

6.873

181

  BASILICATA

1.724

286

TOSCANA

4.608

111

  ABRUZZO

1.563

105

EMILIA-ROMAGNA

4.567

100

  UMBRIA

1.333

141

LAZIO

3.720

57

  FRIULI-VENEZIA GIULIA giuliagiuGIULIA

576

56

CAMPANIA

3.414

58

  MOLISE

410

116

MARCHE

2.727

158

  LIGURIA

391

24

PIEMONTE

2.401

55

  VALLE D’AOSTA

48

38

LOMBARDIA

2.185

23

       
VENETO

1.879

38

  ITALIA

59.461

98

Tab. 2 – Imprese con certificazione BIO: distribuzione per macro-settore di attività economica

Macro-settore economico

Imprese cerificate BIO

Peso % sul totale BIO

Imprese BIO ogni 10mila imprese

Agricoltura, silvicoltura pesca

47.934

80,6%

635

Commercio

3.963

6,7%

26

Manifattura

3.164

5,3%

55

Alloggio e ristorazione

1.797

3,0%

40

Altro

2.603

4,4%

9

TOTALE

59.461

100,0%

98

Tab. 3 – Società di capitale con certificazione BIO: distribuzione per capitale sociale – valori %

Tipo di impresa

Peso %

fino a 10mila euro

25,2%

tra 10mila e 50mila

25,4%

tra 50 e 100mila

17,8%

100mila – 250mila

7,3%

250mila – 500mila

4,0%

500mila – 1milione

4,8%

oltre 1milione

15,5%

Tab. 4 – – Imprese con certificazione BIO: distribuzione per anno di certificazione – valori %

Anno di certificazione

Peso %

ante 2000

6,6%

tra 2000 e 2004

9,7%

tra 2005 e 2009

14,3%

tra 2010 e 2014

30,5%

tra 2015 e 2017

38,9%

Tab. 5 – – Imprese con certificazione BIO: distribuzione per tipologia dimensionale – valori %

Tipo di impresa

Peso %

Grande

8,9%

Media

16,8%

Piccola

19,1%

Micro

55,2%

Imprese con certificazione BIO: distribuzione provinciale per numerosità
             
PROVINCE

Imprese cerificate BIO

Incidenza ogni 10mila

  PROVINCE

Imprese certificate BIO

Incidenza ogni 10mila

BARI

2.764

186

  CAMPOBASSO

401

153

COSENZA

2.371

347

  LATINA

377

65

REGGIO CALABRIA

2.361

448

  TERAMO

363

101

FOGGIA

1.968

269

  ALESSANDRIA

362

83

CROTONE

1.764

996

  TREVISO

361

40

PALERMO

1.609

166

  RAVENNA

359

91

TRAPANI

1.429

305

  UDINE

349

69

CATANZARO

1.367

401

  PADOVA

339

34

MESSINA

1.239

203

  BRESCIA

335

28

CATANIA

1.230

120

  PESCARA

312

84

ROMA

1.165

24

  CALTANISSETTA

284

112

PERUGIA

1.121

154

  NAPOLI

284

10

VITERBO

1.120

296

  FERRARA

276

77

BOLZANO – BOZEN

1.104

188

  L’AQUILA

266

128

SIRACUSA

1.082

281

  LIVORNO

264

80

MATERA

1.066

486

  CAGLIARI

257

37

SALERNO

1.022

85

  MANTOVA

243

59

CUNEO

1.009

146

  FERMO

234

110

GROSSETO

1.009

346

  ORISTANO

228

159

AGRIGENTO

976

243

  TERNI

212

98

SIENA

938

326

  VICENZA

207

25

ENNA

923

620

  BERGAMO

198

21

NUORO

899

311

  PISTOIA

181

55

LECCE

887

121

  ASTI

172

72

FIRENZE

880

80

  LUCCA

157

36

BENEVENTO

860

243

  RIMINI

144

36

PARMA

806

175

  VENEZIA

142

18

MACERATA

795

203

  NOVARA

130

42

AVELLINO

746

169

  LA SPEZIA

128

42

BOLOGNA

726

76

  CREMONA

125

42

TRENTO

723

141

  PORDENONE

118

45

FORLI’ – CESENA

693

163

  VERCELLI

118

72

TARANTO

685

139

  VIBO VALENTIA

115

85

RAGUSA

672

184

  ROVIGO

111

41

POTENZA

658

171

  GENOVA

103

12

VERONA

652

68

  BIELLA

93

51

RIETI

623

410

  IMPERIA

91

35

CHIETI

622

138

  MASSA CARRARA

91

40

AREZZO

588

155

  MONZA E BRIANZA

73

10

MODENA

584

79

  COMO

69

14

ASCOLI PICENO

583

234

  SAVONA

69

23

PESARO E URBINO

575

141

  BELLUNO

67

42

BRINDISI

569

155

  SONDRIO

67

44

ANCONA

540

116

  GORIZIA

64

61

REGGIO EMILIA

531

96

  LECCO

59

23

MILANO

517

14

  PRATO

59

18

CASERTA

502

54

  LODI

49

29

TORINO

493

22

  AOSTA

48

38

PIACENZA

448

151

  TRIESTE

45

28

PISA

441

100

  VERBANO CUSIO OSSOLA

24

18

FROSINONE

435

91

  VARESE

18

3

PAVIA

432

91

  ISERNIA

9

10

SASSARI

409

73

  ITALIA

59.461

98

Fonte: elaborazioni InfoCamere su dati Registro Imprese – ACCREDIA dicembre 2017

Camera di commercio Viterbo


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