Viterbo – Stavano tornando in questura dopo una giornata di controlli a Orte, quando sulla Superstrada si sono imbattuti in un camper in panne fermo ai bordi della strada. Per evitare il peggio, perché nella memoria di tutti è ancora fresco il ricordo del tragico incidente del 3 gennaio avvenuto proprio sulla Superstrada, incidente in cui è morto il piccolo Davide Ciuffreda dopo che il camper sul quale viaggiava insieme ai genitori, fermo ai bordi della strada per un’avaria, è stato travolto da un tir, gli agenti della stradale e del reparto prevenzione crimine Lazio, non pensandoci nemmeno un momento, hanno subito aiutato quei camperisti in difficoltà. Hanno messo in sicurezza chi viaggiava sul camper e gli altri automobilisti, fino all’arrivo del carro attrezzi che ha poi portato via il mezzo.
L’intervento, straordinario in tutti i sensi, è avvenuto venerdì sera. A Orte, spiegano i poliziotti della questura di Viterbo, “insieme alla polizia stradale e al reparto prevenzione crimine Lazio abbiamo controllato ogni zona. Ci siamo soffermati sui mezzi e sulle persone, verificando tutti i dati attraverso le banche dati elettroniche. Ma non basta. Il sostituto commissario Claudio Patara, che ha diretto i servizi, di ritorno a Viterbo, ha prestato ausilio a una camper in panne sulla Superstrada. Valutato il pericolo, ha predisposto tutte le misure necessarie per mettere in sicurezza le persone trasportate nonché gli altri utenti della strada. Il carro attrezzi ha poi provveduto alla rimozione del mezzo. Noi ci siamo sempre, e per chiunque. Come ha dimostrato Patara che, con i colleghi, non ha disdegnato di impegnarsi per risolvere l’inconveniente trovato sulla strada del ritorno”.
Nella memoria di tutti è ancora fresco il ricordo del tragico incidente del 3 gennaio sulla Superstrada. Nello schianto è morto il piccolo Davide Ciuffreda, di soli 10 anni, dopo che il camper sul quale viaggiava insieme a mamma Antonella Incerti e papà Michele Antonio, fermo ai bordi della strada per un’avaria, è stato travolto da un tir.
Davide era a Viterbo insieme ai genitori per le vacanze di Natale. Quella mattina viaggiava sul camper che doveva riportarlo a casa, e dove ha invece trovato la morte dopo lo scontro con un tir. Secondo la ricostruzione della stradale, il camper era in panne su un margine della Superstrada, in direzione Orte. Accostato, per quanto possibile: in quel tratto della Orte-Civitavecchia, al chilometro 60+100, non ci sono piazzole di sosta. Il camionista che se l’è trovato davanti non è riuscito a frenare. Anche lui è finito in ospedale, oltre alla mamma di Davide e al bambino, morto dopo i primi soccorsi.
La procura di Viterbo, pm Eliana Dolce, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. E i difensori del camionista, un 62enne di Bagnoregio, hanno chiesto l’incidente probatorio per cristallizzare la versione dell’uomo.
La notizia del terribile incidente ha scosso Viterbo, Albinea, dove Davide abitava, e Scandiano, il paese a dodici minuti da casa dove il piccolo andava ad allenarsi. Una famiglia conosciuta: il papà è tecnico radiologo all’ospedale di Reggio Emilia, la mamma infermiera, la nonna Ilde ha scritto libri sulla cucina reggiana.
Davide aveva mille passioni. Amava correre, nuotare, sciare e studiare. A Davide piaceva gareggiare, e andava a correre col papà anche fuori dall’allenamento. Ma sulla pista d’atletica parlava spesso della sua scuola a Canali, frazione di Reggio. Raccontava le lezioni di scienze come se le avesse imparate a memoria.
Dal 10 gennaio la famiglia Ciuffreda è a Reggio, dove verranno celebrati i funerali di Davide tra chi lo ha amato e conosciuto. Ma solo quando le condizioni della mamma miglioreranno, affinché anche lei possa partecipare all’addio al suo bambino nella chiesa evangelica di Reggio.

