![]() Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – Anna Rita Fieno |
Viterbo – “Con i miei genitori avevo un rapporto conflittuale da alcuni anni, a causa dei comportamenti di Ermanno che mentiva sulla sua attività lavorativa e i suoi effettivi mezzi di sostentamento”. Lo ha detto agli inquirenti Anna Rita Fieno, la sorella del 44enne indagato per la morte del padre Gianfranco e della madre Rosa Rita Franceschini. E le sue dichiarazioni sono contenute nelle tredici pagine dell’ordinanza d’arresto del gip Francesco Rigato, nelle quali sono riportati anche gli ultimi contatti tra Ermanno Fieno e la sorella. “Il 6 dicembre – scrive il giudice – (Anna Rita, ndr) aveva provato a chiamare il padre, ma le aveva risposto il fratello che aveva affermato che il suo telefono era guasto e per questo stava usando quello del padre.
Ermanno Fieno aveva risposto alla sorella anche verso le 19,30 del 13 dicembre, quando lei aveva tentato di contattare nuovamente il padre”. Senza però riuscirci. “Le preoccupazioni di Anna Rita Fieno – sottolinea il gip – trovano ragione perché era stata allertata da alcuni vicini che, avendo sentito qualche giorno prima un animato litigio nell’abitazione dei Fieno, non avevano più visto la coppia di anziani”. E non sarebbe stata la prima e unica volta. I vicini avrebbero detto agli investigatori di aver sentito anche “in passato varie volte litigi tra i genitori e il figlio Ermanno”.
Le preoccupazioni di Anna Rita Fieno aumentano “quando dopo numerose telefonate effettuate insieme al fratello Luciano e dirette a Ermanno per sincerarsi delle condizioni dei genitori, avevano ottenuto risposte evasive tra cui quella secondo la quale i genitori sarebbero stati portati da Ermanno in una clinica romana”. Anna Rita dice così al 44enne “che avrebbe chiesto l’intervento dei vigili del fuoco per accedere nell’abitazione (del padre e della madre, ndr) della quale aveva vecchie chiavi risalenti a prima che la serratura fosse sostituita. E il fratello aveva risposto ‘fate come volete’, per poi chiudere la comunicazione rendendosi irraggiungibile”.
Dall’ordinanza d’arresto emerge che in quel momento Ermanno Fieno si trovava a casa della compagna, ignara di tutto. La donna, Alessia De Rubeis, avrebbe detto agli inquirenti che “verso le 19,45-20 (del 13 dicembre, giorno del ritrovamento dei cadaveri, ndr) Ermanno ha ricevuto una telefonata dalla sorella che gli chiedeva i motivi per i quali i genitori non rispondevano al telefono. Ho notato che durante la telefonata a Ermanno tremava la voce, cosa che gli succede quando non dice la verità. Verso le 20,20 ha ricevuto un’altra telefonata dalla sorella. Per non farmi sentire cosa si dicevano è uscito in giardino, e le uniche frasi che ho sentito dire da Ermanno erano che sia lui che i genitori non erano a Viterbo ma a Roma. Dopo aver terminato la telefonata ho cercato di capire perché avesse mentito a sua sorella, ma lui si è chiuso e non mi parlava. Pochi minuti dopo si è alzato di scatto ed è uscito dalla mia abitazione, dicendomi che andava via perché doveva litigare con sua sorella e si prospettava una lunga nottata”.
Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente – I funerali dei coniugi Fieno – Le testimonianze dei vicini – La polizia al lavoro – Trovati morti in casa – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini – L’arresto di Ermanno Fieno – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro – Tragedia in via Santa Lucia – Coppia uccisa in casa
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



