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“C’è un buco da un milione e 280mila euro, ma Maggi non dice nulla…”

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Il comune di Bassano Romano

Il comune di Bassano Romano

Bassano Romano – Riceviamo e pubblichiamo – Forse è il caso che la popolazione prenda coscienza di quello che è lo stato reale in cui versa il paese o che magari s’informi se ciò che sosteniamo corrisponda alla “solita opposizione, contraria a prescindere”. I più attenti, vista la “forte” ricerca di reperimento fondi, in termini di tasse e riscossione di bollette, messa in atto dal comune proprio in questi giorni, avranno intuito che il paese non viaggia di certo in acque tranquille.

Ci chiediamo, come si può tacere ai propri concittadini che la Corte dei conti ha avviato un accertamento sugli ultimi tre bilanci consuntivi a seguito del quale è emerso un disavanzo di bilancio di circa un milione e 280mila euro? Come si può far finta che tutto vada benissimo?

Un buco in bilancio di circa un milione e 280mila euro rappresenta per un piccolo comune come il nostro un terzo delle entrate e inevitabilmente esso inciderà sulla gestione delle tasse e nell’erogazione dei servizi, da oggi e per gli anni a seguire. Questo è quello che sta accadendo a Bassano Romano. 

Il sindaco Maggi non solo ha taciuto al consiglio comunale che fosse in atto un accertamento della Corte dei conti, ma non ha neppure comunicato alla cittadinanza gli sviluppi di questa attività straordinaria imposta dalla stessa corte. D’altro canto è risaputo che “le cattive notizie” spettano all’opposizione, come se alla maggioranza non competesse affatto l’obbligo di palesarle. Un atteggiamento irresponsabile e omissivo quello del sindaco che lascia forti dubbi sulla trasparenza della sua gestione.

La Corte dei conti nel 2016 avviò una verifica sui rendiconti 2012, 2013, 2014 e avendo riscontrato criticità, chiese chiarimenti al comune di Bassano Romano. Essendo emerse anomalie di non trascurabile rilievo a carico della gestione finanziario-contabile, il 3 maggio 2017 convocò una adunanza pubblica a Roma, dove furono sentiti il sindaco e il responsabile dell’area finanziaria, per la discussione degli esiti della relativa istruttoria. Dall’incontro ne scaturì la deliberazione n. 32/2017/PRSE della Corte dei conti molto dettagliata e corposa, pervenuta al comune di Bassano Romano il 26 maggio 2017, che evidenziava numerosi profili di criticità per i quali la corte adottava “Pronuncia con segnalazioni”.

In particolare per uno, “l’errato riaccertamento straordinario dei residui”, avendo riscontrato una differenza di 558.216,61 euro, la Corte dei conti adottava una più severa “Pronuncia specifica di irregolarità” obbligando l’ente a provvedere a ricalcolare il disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2014, a deliberare la copertura di tale disavanzo nel triennio successivo, nonché a riaccertare i residui e rideterminare il risultato degli esercizi finanziari 2015 e 2016.

Solo ad agosto scorso, dovendo deliberare con urgenza la variazione del bilancio previsionale per trovare copertura alla differenza emersa di 558.216,61 euro, il consiglio comunale, ma più precisamente, i consiglieri di minoranza, vennero a conoscenza della disposizione della Corte dei conti. In sede di consiglio la copertura venne duramente contestata e non votata dai consiglieri di minoranza del gruppo “Tradizione dignità e futuro”, in quanto prevedeva dubbie maggiori entrate da Tari, Imu e canoni idrici, ma soprattutto risultava incerta perché mancante dei riaccertamenti degli anni 2015 e 2016.

Successivamente, nel mese di novembre, il consiglio comunale venne chiamato a deliberare un disavanzo di circa un milione e 280mila euro scaturito dal riaccertamento straordinario dei residui e dalla rideterminazione del risultato del rendiconto degli esercizi 2015 e 2016, da ripianare per circa 800mila euro in tre anni e per circa 500mila euro in 28 anni, significando che per i primi tre anni a partire dal 2017 nei bilanci del comune di Bassano Romano andranno accantonati circa 300mila euro all’anno.

Infatti nello stesso consiglio comunale veniva deliberata la variazione al bilancio previsionale 2017 per trovare copertura ad una maggiore uscita di circa 590mila euro (copertura composta oltre che dai 300mila euro del disavanzo, da un accantonamento obbligatorio al fondo crediti di dubbia esigibilità di 290mila euro), con una entrata di 800mila euro di evasione-una tantum Imu e 100mila euro di recupero dichiarazione Iva.

Nella circostanza solo i consiglieri del gruppo “Tradizione Dignità e Futuro” votarono contro, evidenziando numerose criticità ed esprimendo seri dubbi sulle coperture utilizzate, anche perché qualche mese prima erano state dichiarate altre entrate per evasione Tari e canoni idrici, poi ritirate in quanto inesistenti. In quella sede il sindaco Maggi esortava espressamente i consiglieri a non creare allarmismi, richiesta che lasciava sperare quantomeno in una responsabile comunicazione ufficiale. Al contrario, da allora ad oggi, tutto è stato vergognosamente taciuto, seppure la resa dei conti influirà di gran lunga sulle tasche di noi tutti.

Noi consiglieri del gruppo “Tradizione Dignità e Futuro” vogliamo mettere a conoscenza la comunità bassanese in quale situazione finanziaria si trovano le casse comunali e con quale leggerezza l’amministrazione Maggi sta gestendo questa grave circostanza che per qualsiasi società privata significherebbe fallimento.

Vogliamo denunciare l’irresponsabilità di questa amministrazione, per il fatto di aver taciuto tutta questa storia sin dal primo intervento della Corte dei conti del 2016, non affrontando argomenti di tale portata attraverso una discussione pubblica che avrebbe mostrato chiarezza e trasparenza, al contrario di frivole comunicazioni che la giunta Maggi dà in pasto ai bassanesi ogni giorno.

Noi auspichiamo vivamente che la Corte dei conti intervenga facendo piena luce sull’accaduto, conclamando chiaramente l’incapacità che domina nella gestione finanziaria dell’ente.

Carlo Pellegrini
Tamara Sernacchioli
Luigi Quaglia
Consiglieri comunali “Tradizione Dignità e Futuro”


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