Capranica – “Il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti è determinato a sradicare le attività delle cliniche del dolore illegali, anche con la ricerca e l’arresto dei suoi amministratori. Ovunque siano nel mondo”. Anche a Capranica. Lo ha detto il procuratore generale degli Usa Jeff Sessions, commentando l’arresto del viterbese Luca Sartini. Da venerdì è nel carcere di Mammagialla, dopo che i finanzieri di via Cardarelli hanno dato esecuzione al mandato di cattura internazionale del tribunale di Knoxville, in Tennessee.
Le fiamme gialle gli hanno messo le manette in casa della madre, a Capranica, dove Sartini, 58enne ufficialmente disoccupato, si trovava da maggio. Per anni aveva vissuto a Miami, e in America amministrava, insieme ad altre quattro persone, la Urgent Care & Surgery Center Enterprise, che tra aprile 2009 e marzo 2015 ha gestito una rete di cliniche per il trattamento del dolore cronico, le cosiddette ‘pill mills’, in Tennessee e in Florida. “In tutto il paese, e certamente in Tennessee e in Florida, l’illegale e spregiudicata prescrizione e distribuzione degli oppioidi da parte di cliniche per il dolore clandestine ha avuto conseguenze pesanti per i nostri cittadini, le nostre famiglie e comunità – ha sottolineato il procuratore generale Sessions -. Questo sciacallaggio offre di fatto vite umane in cambio di soldi”.
I finanzieri hanno arrestato Sartini dopo averlo seguito per una decina di giorni. Pedinamenti e appostamenti. E contemporaneamente, a Roma, le fiamme gialle della Capitale hanno portato in carcere un altro italiano: Luigi Palma, detto Jimmy. 51 anni, anche lui era rientrato dalla Florida in primavera. Sono accusati di “traffico di ossicodone, ossimorfone e morfina, somministrati per scopi non medici e con la conseguente morte dell’assuntore – spiega il dipartimento di giustizia -. Tuffa, corruzione, per aver chiesto e ricevuto tangenti sanitarie, e riciclaggio di denaro”.
Il procuratore generale Sessions, il sostituto procuratore della sezione penale John P. Cronan, l’avvocato J. Douglas Overbey del distretto orientale del Tennessee e l’agente speciale dell’Fbi di Knoxville Renae M. McDermott hanno già avviato la pratica per l’estradizione. E questa mattina Sartini e Palma compariranno davanti alla quarta sezione penale della corte d’appello di Roma. “Sartini – dice a Tusciaweb il suo difensore, l’avvocato Massimo Ciardullo di Roma – respinge tutte le accuse a suo carico. La società che gestiva le cliniche del dolore negli Stati Uniti era affidata a un manager che probabilmente ha compiuto delle operazione che si sono poi rivelate dannose per il mio assistito. Ne risponde, ma non per un’attività posta in essere direttamente da lui”.
Oltre a Sartini e Palma, nell’indagine dell’Fbi sono finite altre cinque persone. Tutte americane, come fa sapere il dipartimento di giustizia. “Benjamin Rodriguez, 42enne di Delray Beach in Florida. Sylvia Hofstetter, 53 anni, di Knoxville. Courtney Newman, 42enne di Knoxville. Cynthia Clemons, 45 anni, di Knoxville. Holli Womack, alias Holli Carmichael, 44enne di Knoxville”.
Sartini, Palma, Rodriguez, Hofstetter e una quinta persona sarebbero stati gli amministratori della Ucsc Enterprise che tra aprile 2009 e marzo 2015 ha gestito una rete di cliniche per il trattamento del dolore cronico, le cosiddette ‘pill mills’, in Tennessee e in Florida. E, secondo l’Fbi, avrebbero distribuito dodici milioni di pillole di ossicodone, ossimorfone e morfina, potenti e pericolosi analgesici. “Sostanze – sottolinea il dipartimento di giustizia – che creano molta dipendenza e che sono potenzialmente letali”.
L’indagine parte quando gli agenti si rendono conto che molti tossicodipendenti, fingendosi pazienti, affollavano le cliniche. Sarebbero stati mandati dagli spacciatori, e a volte sarebbero andati in comitiva sostenendo lunghi viaggi pur di avere l’antidolorifico. Le cliniche avrebbero rifiutato di essere pagate attraverso le assicurazioni, ma avrebbero preteso contanti per ricette che erano da un punto di vista terapeutico ingiustificate. Per l’Fbi circa settecento pazienti dell’Uscs Enterprise sarebbero morti e una significativa percentuale di quelle morti, direttamente o indirettamente, sarebbe stata il risultato di overdose di farmaci oppiodi prescritti dalla Uscs.
La frode al sistema sanitario americano sarebbe invece stata possibile grazie ad alcuni medici compiacenti che avrebbero sfruttato l’autorizzazione della Dea, l’agenzia federale antidroga, per ottenere i farmaci a base di oppio. I fondi sarebbero stati poi riciclati attraverso società fittizie e conti correnti bancari su cui in sei anni sarebbero transitati 21 milioni di dollari.
“Il distretto orientale del Tennessee – sottolinea l’avvocato Overbey – da anni è in prima linea nella lotta alle cliniche del dolore illegali e alla prescrizione di oppioidi. Ora, sotto la guida della procura generale e con le recenti iniziative del dipartimento di giustizia, sono state messe a disposizione ulteriori risorse, come la task force contro la frode e l’abuso di oppioidi. E quest’ultima inchiesta è il risultato concreto e tangibile di tutti questi sforzi. I cittadini del Tennessee orientale possono essere certi che ci impegnamo per liberare il nostro distretto dalle ‘pill mills’ illegali”.
Il dipartimento di giustizia, nel ringraziare chi ha contribuito alle indagini, tra cui l’ufficio per gli affari internazionali del ministero della giustizia, il distaccamento Fbi di Roma e la Guardia di finanza per aver “individuato e arrestato gli indagati”, sottolinea che questi sono da ritenere “innocenti fino alla prova contraria in tribunale, al di là di ogni ragionevole dubbio”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

