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Viterbo – Delitto di Santa Lucia, la difesa di Ermanno Fieno ricorre al tribunale del riesame contro l’accusa di duplice omicidio. Oggi il deposito dell’istanza.
Per Fieno, rinchiuso nel penitenziario di Viterbo, il gip Rigato ha disposto l’arresto in carcere, accogliendo la richiesta della procura che ha aperto sul caso un fascicolo per duplice omicidio.
Ermanno Fieno è accusato del duplice omicidio dei genitori, Gianfranco Fieno e Rita Franceschini, di 83 e 71 anni, ritrovati senza vita e avvolti nel cellophane la sera del 13 dicembre nella camera da letto del loro appartamento al secondo piano del civico 26 di via Santa Lucia, dove convivevano con il figlio 44enne, arrestato dopo una fuga di due giorni a Ventimiglia, mentre cercava di scappare in Francia.
I difensori Samuele De Santis e Enrico Valentini contestano proprio l’accusa di duplice omicidio, contenuta nell’ordinanza, dal momento che i riscontri investigativi ad oggi disponibili parlano di sicura morte violenta della madre, colpita due volte alla testa con un attizzatoio da camino che le avrebbe fracassato il cranio, mentre il padre potrebbe essere deceduto per cause naturali, non essendo presenti sul suo corpo segni apparenti di violenza.
Sarà l’autopsia a chiarire il “giallo” della morte dell’anziano, ma per il deposito della relazione il professor Saverio Potenza dell’università di Tor Vergata si è preso 6o giorni. E nel frattempo la procura non ha modificato il capo d’imputazione, dopo l’apertura, nell’immediatezza del rinvenimento dei cadaveri, di un fascicolo per duplice omicidio.
Nell’ordinanza si legge: “Quanto alle cause della morte della Franceschini, la stessa risulta compatibile con gli effetti di un grave trauma cranico causato da un corpo contundente con il quale la stessa è stata ttinta almneo due volte alla regione occipitale”.
Riguardo al padre, invece, lo stesso gip sottolinea: “L’assenza di lesioni esterne non ha permesso di stabilire la causa del decesso, con conseguente rinvio al successivo esame autoptico”.
Solo per la madre Rita, l’ordinanza osserva: “… erano già deceduti da giorni e, per quanto riguarda Franceschini Rosa non per cause naturali stando a quanto riferito dal medico legale consulente tecnico nominato dal pm, che ha evidenziato la presenza di due ferite nella zona occipitale causate da un corpo contudente che è stato individuato nell’abitazione e rappresentato da un attizatoio in metallo per il fuoco, sul qale sono stati rinvenuti capelli attaccati e tracce di sangue”.
“La misura di custodia cautelare in carcere – ribadiscono gli avvocati Samuele De Santis e Enrico Valentini -riporta che sul cadavere di Gianfranco Fieno non sembrerebbero esserci evidenti segni di violenza. Quindi non sarebbe stata riscontrata, almeno preliminarmente, nessuna lesione che possa far pensare a un decesso in seguito a un’uccisione. Ma Ermanno Fieno è ancora accusato di duplice omicidio. Un’accusa che, per ora, appare infondata e immotivata, e che come difesa non possiamo far cristallizzare”.
Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente – I funerali dei coniugi Fieno – Le testimonianze dei vicini – La polizia al lavoro – Trovati morti in casa – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini – L’arresto di Ermanno Fieno – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro – Tragedia in via Santa Lucia – Coppia uccisa in casa
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


