Viterbo – Davanti ai magistrati di Imperia ha fatto scena muta per due volte. “Se devo parlare con qualcuno parlerò con i pm inquirenti”, avrebbe ripetuto ai suoi difensori. Ma ora Ermanno Fieno, 44 anni, sarebbe pronto a raccontare la sua verità, e potrebbe essere lui stesso a chiedere al procuratore Paolo Auriemma e al sostituto Chiara Capezzuto di farsi interrogare. Un interrogatorio che molto probabilmente avverrà nel carcere di Viterbo, ma non prima dell’Epifania.
A Mammagialla, dove Fieno è rinchiuso da nove giorni dopo essere stato trasferito dal carcere di Imperia, sabato gli è stata notificata l’ordinanza d’arresto del gip di Viterbo. Una misura di custodia cautelare per duplice omicidio. Un’accusa che i suoi difensori, gli avvocati Samuele De Santis ed Enrico Valentini, hanno però definito “infondata, perché tra le pieghe dell’ordinanza pare adombrarsi una possibile morte del padre per cause naturali. Per questo motivo non escludiamo la possibilità di poterci rivolgere al Riesame per tentare di far riqualificare il capo d’imputazione”. Ma non è escluso che con i risultati dell’autopsia in mano o addirittura dopo l’interrogatorio di Fieno, sia la stessa magistratura viterbese a modificare l’accusa.
Per ora il 44enne, indagato per l’omicidio del padre Gianfranco e della madre Rosa Rita Franceschini, ha parlato solo con i suoi avvocati. Mentre durante il primo colloquio è apparso “provato e sotto stress”, nell’ultimo è sembrato “confuso e frastornato”. Ma è nell’incontro del 18 dicembre che per più di quattro ore ha ripercorso gli ultimi 20 anni della sua vita. Dai rapporti con la madre e con il padre, con i quali viveva. A quelli con i fratelli, anche se nel tempo si erano diradati. “Questi in carcere non sono i giorni più duri della mia esistenza”, avrebbe detto ai suoi difensori.
Quello che la stampa ha battezzato come il delitto di santa Lucia, è stato sviscerato dal gip Francesco Rigato nelle otto pagine dell’ordinanza d’arresto: il ritrovamento dei cadaveri dei coniugi Fieno, avvenuto il 13 dicembre, il fermo del figlio, bloccato dopo una fuga di trentasei ore al confine con la Francia, e quanto raccolto dagli inquirenti durante le indagini.
Fino a sabato sul 44enne già pendeva la misura di custodia cautelare in carcere del gip Massimiliano Ranieri del tribunale di Imperia. In Liguria, per la precisione alla stazione di Ventimiglia, Fieno è stato fermato. Il 15 dicembre. Rinchiuso per nove giorni nel carcere di Imperia, il 23 dicembre è stato trasferito a Mammagialla, dove domani potrebbe avere un nuovo colloquio con i suoi avvocati.
Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente – I funerali dei coniugi Fieno – Le testimonianze dei vicini – La polizia al lavoro – Trovati morti in casa – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini – L’arresto di Ermanno Fieno – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro – Tragedia in via Santa Lucia – Coppia uccisa in casa
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



