Roma – Neopatentato investe un pedone mentre è alla guida, la corte di cassazione conferma la condanna inflitta all’automobilista dal giudice di pace del tribunale di Viterbo.
Protagonista un 24enne, condannato lo scorso 20 giugno per lesioni perché, alla guida di una Fiat Punto, il 29 novembre 2012, quando aveva diciotto anni, ha investito un uomo a Vetralla, causandogli lesioni personali gravi, guaribili in non meno di trenta giorni.
L’imputato aveva chiesto di dichiarare l’estinzione del reato, non avendo potuto procedere al risarcimento del danno prima dell’udienza di comparizione a causa della condotta della persona offesa, che inizialmente avrebbe rifiutato la somma di 10mila euro accreditatagli dalla compagnia di assicurazione.
Il giudice di pace non avrebbe però fornito alcuna spiegazione in merito al ritardo, rispetto all’udienza di comparizione, del risarcimento del danno: le cause del ritardo non sono state, dunque, oggetto dell’istruttoria e della discussione. Né è stata formulata un’istanza di sospensione del processo motivata dalla condotta dilatoria della persona offesa.
“A ciò si aggiunga – scrive la cassazione – che il ricorrente non ha indicato la documentazione da cui si desume il rifiuto, da parte della persona offesa, della somma offerta, essendosi limitato a fare un generico ed insufficiente riferimento alla documentazione depositata in un’udienza imprecisata”.
E ancora: “Il giudice di pace ha dato atto essere stato risarcito il danno con il pagamento di una somma complessiva di 94mila euro, in due tranches di 56mila e 38mila euro, sicché l’asserito rifiuto, da parte della persona offesa, di 10mila euro, dedotto dal ricorrente, non appare affatto una condotta dilatoria ed ingiustificata”.
