Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Chi non si ricorda il problema dell’arsenico che per anni ha tenuto sotto scacco tutte le amministrazioni comunali della nostra provincia?
Chi non si ricorda le attese per avere in ogni comune i dearsenificatori che assicurassero a ogni cittadino acqua potabile con bassissimi valori di arsenico?
E’ tutto a posto? Il problema è sotto controllo? Nemmeno per sogno.
E’ bene precisare e ricordare che la Talete spa si è dovuta sobbarcare, suo malgrado, la gestione degli impianti di dearsenificazione, essendo stata obbligata a questa incombenza dalla Regione Lazio.
La Regione Lazio per gli anni 2015-2016-2017 ha stanziato una tantum 15 milioni di euro; 5 milioni per ogni anno, una cifra ben al di sotto di quanto occorre alla società Talete per effettuare una manutenzione all’altezza della situazione.
La Talete, ma più precisamente i suoi dipendenti, avendo a cuore la salute di tutti i cittadini della nostra provincia, sono comunque riusciti ad eseguire, effettuando spesso vere e proprie acrobazie sia lavorative che economiche, una buona manutenzione degli impianti.
Ma purtroppo la manutenzione è continua, ma i soldi della Regione Lazio non ci sono più; questo perché la giunta Zingaretti non ha stanziato più un euro, mettendo così all’angolo la Talete o meglio i cittadini della nostra provincia.
La Talete, però, per suo conto rimane obbligata ad effettuare la manutenzione, manutenzione che in assenza di stanziamenti da parte della Regione Lazio lancia due scenari: il primo che sarà obbligatoriamente a carico degli utenti i quali nei prossimi mesi si vedranno recapitare bollette talmente care che sarà più economico far scorrere del buon spumante italiano dai rubinetti; il secondo che prevede che la Talete, per questioni squisitamente economiche, non sia più in grado di fare la manutenzione degli impianti, facendo tornare i valori dell’arsenico a quelli di qualche anno fa, mettendo quindi nuovamente a rischio la salute di tutti gli abitanti della nostra provincia, visto che il problema arsenico riguarda la quasi totalità dei comuni della provincia di Viterbo.
Non vorrei che l’intenzione di Zingaretti sia quella di affossare, meglio chiudere la Talete.
La Regione Lazio si deve sentire assolutamente obbligata a finanziare in modo adeguato la manutenzione degli impianti di dearsenificazione, perché la presenza dell’arsenico nell’acqua non è colpa né della Talete, né dei sindaci, ne tantomeno dei cittadini.
E’ bene ricordare a Zingaretti che i problemi di un’intera provincia, sopratutto quelli che hanno a che fare con la salute dei cittadini, devono avere la priorità su tante altre questioni, spesso di ordine secondario, senza fare discriminazioni o disparità tra i cittadini del Lazio.
Dario Bacocco
Coordinatore provinciale di Forza Italia
