Viterbo – Le aveva arrestate un poliziotto in mutande, dopo che gli erano piombate in casa. Ma il giudice, pur convalidando il fermo, le ha rimesse in libertà, con l’obbligo di firma.
Sono da poco passate le 12 di giovedì quando una coppia di donne entra in un appartamento nel quartiere Cappuccini, a Viterbo. Purtroppo, per loro, era l’abitazione di un poliziotto che era addirittura in casa. L’agente avrebbe prima sentito ripetutamente suonare il citofono e poi il campanello. Considerata l’insistenza, dalla camera da letto è così andato all’ingresso, ma nel corridoio si è imbattuto nelle due donne.
Dopo essersi qualificato come poliziotto, ha intimato alla coppia di fermarsi. Ma le donne, incuranti, si sono date alla fuga. L’agente le insegue. Essendo fuori dal servizio, non era in divisa. Anzi, non indossava proprio nulla. Il poliziotto, preso di soprassalto dalle due, le ha rincorse. Ma era scalzo, e soprattutto in mutande.
Un inseguimento di alcuni metri tra le vie del quartiere, finché l’agente non è riuscito a raggiungere e fermare la coppia in via Monte Nevoso. Un arresto surreale, proprio per il particolare “abbigliamento” del poliziotto che, nonostante le temperature rigide, non si è perso d’animo precipitandosi fuori casa in calzini, mutande e canottiera.
Fino a ieri, l’abito non faceva il monaco. Da oggi, non fa il poliziotto. Che, non curandosi di essere praticamente quasi nudo, è sceso in strada pensando solo a inseguire, raggiungere, fermare e arrestare le donne. Poi ha chiamato in questura, chiedendo l’intervento dei colleghi.
L’intraprendenza dell’agente, a cui chi vive nella zona ha potuto assistere e in alcuni casi filmare con il cellulare, è stata ottima. Portata negli uffici di via Romiti, la coppia è stata sottoposta a un controllo in banca dati, da cui è emerso che su D.J., 23 anni, pendevano ben due mandati di cattura per un’ordinanza d’arresto del tribunale. “Era ricercata – spiega la questura – per diverse pene da scontare, e anche per furti già commessi in zona. E, con un provvedimento del questore, è stata allontanata dalla città”.
Le due donne sono entrambi nomadi. E mentre a D.J. è stato notificato anche il foglio di via obbligatorio, S.S., 33 anni, è stata denunciata anche per inottemperanza al foglio di via obbligatorio. “Dal 2015 – sottolinea la questura – era già sottoposta all’allontanamento da Viterbo”.
Sono state arrestate per tentato furto aggravato e possesso di strumenti atti allo scasso. Su disposizione del pm hanno passato la notte nelle camere di sicurezza della questura. La mattina si è invece tenuto il processo per direttissima davanti al giudice del tribunale di Viterbo. L’arresto è stato convalidato, ma il magistrato le ha rimesse in libertà con l’obbligo di firma.
Ma per la 23enne D.J. la squadra mobile ha eseguito un ordine d’arresto della procura di Ascoli Piceno, ed è quindi stata portata nel carcere di Rebibbia.

