Viterbo – (g.f.) – “È normale che il Pd abbia abbia chiesto a un esponente Unitus di candidarsi”. Raffaela Petrilli ne è certa. Quarto esponente (in ordine cronologico di presentazione) del partito, in corsa per la regione Lazio a sostegno di Zingaretti.
Nata a Ceprano, Petrilli vive a Roma con la famiglia. Si è laureata in filosofia nella capitale, poi il dottorato di ricerca a Parigi. È professoressa di Semiotica all’Università della Tuscia, dopo avere lavorato negli atenei di Cassino, Cosenza per sei anni e a Roma.
“A Viterbo ci sto da 14 anni – spiega Petrilli – sono nata in provincia di Frosinone e vivo a Roma. Ho una competenza ampia su base regionale ed essendo nata in provincia, conosco molto bene la realtà. Lavoro in una delle più grandi aziende della Tuscia, uno degli atenei d’eccellenza in Italia.
Proprio di recente tre dipartimenti, tra cui il mio, hanno ottenuto un riconoscimento, con un finanziamento notevolissimo per i prossimi cinque anni. Una rappresentanza dell’ateneo per questo la trovo normale”.
Iscritta al Pd dal 2009. “Per capire come funzionasse – ricorda Petrilli – sono stata nella segreteria romana e attualmente in quella del Lazio, con Fabio Melilli, sempre in particolare occupandomi di ricerca, università e scuola”.
La sua candidatura non è stata accolta esattamente in modo caloroso, in particolare da Enrico Panunzi, consigliere uscente Pd e in corsa per il secondo mandato. In direzione provinciale ha parlato di una candidatura contro qualcuno e soprattutto virtuale. Non proprio il migliore dei benvenuto.
“Sono cose che lasciano il tempo che trovano – spiega Petrilli – ho lavorato sempre con chiunque avesse cose da proporre. Alla fine io e altre persone siamo sempre state riconosciute come persone affidabili.
Probabilmente, qualcuno può essersi chiesto chi fossi. Forse non mi conosce, ma avremo occasione per farlo. Non mi stupisco affatto, è la reazione di chi vuole conoscere”.
Unico appunto, non si sente per niente virtuale. “Ovunque – ricorda Petrilli – incontro miei ex studenti, sono loro a riconoscermi e fermarmi per primi. Tutta questa virtualità non la vedo”.
Sulla scelta di Petrilli alla regione, è ancora più chiaro Pierluigi Bianchi (Pd). “È un segnale d’apertura – osserva Bianchi – per uscire dalle nostre stanza, in un settore, quello accademico, che permea la nostra provincia.
La risposta a istanze d’apertura alla società civile, con una persona che non è neofita della politica. Una nostra scelta, mentre altrove, come nel centrodestra ancora non si sa chi saranno i candidati”.
Raffaella Petrilli si concentra molto sull’ambiente che conosce bene, l’università. Partendo da un documento stilato un paio di anni fa su abbandono scolastico, diritto allo studio e offerta didattica.
“Si è resa disponibile – spiega Antonio Rizzello – è un’opportunità. Mette a disposizione esperienze diverse rispetto a quelle del territorio. È un’eccellenza nel suo lavoro e ci permette di parlare con mondi che finora non abbiamo avuto come interlocutori”.


