![]() Il difensore Marco Valerio Mazzatosta con una praticante del suo studio dopo l’interrogatorio |
![]() Gli indagati portati in caserma ![]() Elena Agafonova portata in caserma ![]() La difesa chiede il dissequestro del night club |
Viterbo – “Le entreneuse non devono concedere, ma solo promettere”.
Nei locali notturni con le intrattenitrici, e anche allo Star night club del Poggino, funziona così, secondo i gestori Enzo Magnani e Elena Agafonova, marito e moglie, comparsi ieri mattina davanti al gip Savina Poli per l’interrogatorio di garanzia.
La coppia, che non si è avvalsa della facoltà di non rispondere, è stata sentita per oltre un’ora e mezzo, alla presenza del difensore Marco Valerio Mazzatosta.
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Oltre a rispondere a tutte le domande del magistrato, l’imprenditore 61enne e la compagna 39enne avrebbero spiegato nei dettagli il meccanismo di funzionamento del night che gestiscono da otto anni in via della Meccanica, nella zona industriale di Viterbo, e più in generale dei locali notturni dove, come al Poggino, sono presenti “figuranti di sala”, ballerine di pole dance, lap dance, cubiste o spogliarelliste.
Ragazze che, secondo il sostituto procuratore Stefano D’Arma, sarebbero state spinte a fornire servizi “accessori” agli avventori, trattenendosi con loro anche oltre l’orario di lavoro e in alcuni casi l’intera notte, in cambio di somme oscillanti tra i 50 e i 300 euro.
Due-tre gli episodi di presunto mercimonio, circostanziati dal racconto di alcuni testimoni, che sarebbero contestati alla coppia nell’ordinanza che dispone la misura di custodia cautelare. Tutti negati da Elena Agafonova e Enzo Magnani, secondo i quali per chi gestisce un night club, la prostituzione sarebbe una perdita.
“Le entreneuse non devono concedere, ma solo promettere, per far tornare i clienti nel locale”, avrebbero spiegato. Al gip Poli avrebbero inoltre sottolineato come in otto anni di attività dallo Star night club siano passate centinaia di ragazze: “Mai ricevuta una denuncia – avrebbero detto – né dalle dipendenti, né dalle forze dell’ordine, nonostante decine di controlli ogni anno”.
Il night, cui sono stati posti i sigilli quando è scattata l’operazione Birretta, è chiuso al pubblico da una settimana. Nel frattempo la difesa ha presentato istanza di riesame cautelare reale presso il tribunale di Viterbo per il dissequestro del locale.
“L’ipotesi di soluzione più semplice tra tutte le ipotesi possibili è la più probabile”, secondo l’avvocato Mazzatosta, che per l’occasione ha citato il metodo, a lui caro, del rasoio di Ockham.
“Chi fa impresa nel settore dei night club vende illusioni”, ha ribadito il leale, lasciando il palazzo di giustizia.
Gli arrestati
accusati di sfruttamento della prostituzione
Elena Agafonova, 39 anni, russa, residente a Montefiascone
Enzo Magnani, 61 anni, imprenditore residente a Montefiascone
accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti
G.Z., 50 anni, artigiano residente a Castiglione in Teverina
A.E., 40 anni, operaio macedone residente a Viterbo
G.S., 39 anni, residente a Castiglione in Teverina
M.S., 39 anni, operaio residente a Orvieto
L.A., 38 anni, operaio macedone residente a Montecchio (Terni)
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



