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Viterbo – “Non eravamo graditi ad affetti vicini a Ermanno Fieno”. Con queste parole gli avvocati Samuele De Santis e Enrico Valentini, difensori del 45enne viterbese accusato del duplice omicidio dei genitori, trovati cadaveri a Santa Lucia lo scorso 13 dicembre, annunciano la remissione del mandato.
“Una rinuncia che si incrocia con la revoca”, dicono spiegando il clamoroso colpo di scena nella vicenda, che arriva prima dell’interrogatorio di Fieno da parte della procura, senza che l’uomo abbia mai confessato agli inquirenti, davanti ai quali, per due volte, si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre era in carcere a Imperia dopo la breve latitanza.
“Nessuna recriminazione – dicono i legali – ma non siamo più in linea con quello che secondo noi si doveva fare, non ci sentivamo più liberi nella gestione della vicenda”.
“A un certo punto – spiegano – si sono palesate strategie difensive diverse, interferenze esterne di affetti vicini a Fieno che pretendevano di imporre una linea che non collimava con la nostra. Pensavamo di avere chiarito le strategie da portare avanti, invece non è così. Le strade si dividono – concludono Valentini e De Santis – ma a quanto ci consta crediamo che Fieno sarà assistito da un ottimo professionista”.
La difesa di Fieno dovrebbe essere affidata all’avvocato Roberto Massatani e al suo studio, anche se per ora il passaggio di consegne non è stato ufficializzato.
Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente – I funerali dei coniugi Fieno – Le testimonianze dei vicini – La polizia al lavoro – Trovati morti in casa – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini – L’arresto di Ermanno Fieno – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro – Tragedia in via Santa Lucia – Coppia uccisa in casa
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



