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“Polo della ceramica, vendite a +6,12% rispetto all’anno precedente”

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Economia - Stefania Palamides, presidente di Unindustria Viterbo

Economia – Stefania Palamides, presidente di Unindustria Viterbo

Viterbo -“Polo della ceramica, vendite a +6,12% rispetto all’anno precedente”. Stefania Palamides parla del 2016 come l’anno in cui si è consolidata la ripresa.

La presidente di Unindustria è soddisfatta per come “le vendite abbiano raggiunto 3,206 milioni di pezzi” e che “il fatturato totale della ceramica sanitaria nel 2016 sia stato di 282,5 milioni (+6,89% rispetto al 2015), con un aumento dell’occupazione che è stata pari al 3,9”.

Conferma quindi la vicinanza dell’associazione alle imprese perché confermino il dinamismo dello scorso anno.

È ormai più di un anno che è alla guida di Unindustria, ci può fare un bilancio?
“Dal giorno dell’elezione – dice Palamides – sto cercando di portare avanti il mio ruolo con impegno, ascoltando le imprese, cercando continui contatti con il territorio.

In questo compito, ho un supporto prezioso dalla nostra struttura, che come noto si articola a livello regionale. Per me finora è stata un’esperienza davvero molto positiva, è motivo di orgoglio guidare Unindustria Viterbo, una comunità di uomini e donne che devono si far quadrare i conti delle proprie aziende, ma hanno sempre un occhio attento e anzi tutti e due verso l’interesse generale”.

Il distretto della ceramica è fuori dalla crisi?
“Il polo produttivo della ceramica di Civita Castellana si conferma leader a livello nazionale con una produzione pari al 70% della produzione italiana nel 2016. Per il 2017 abbiamo ovviamente dati parziali, ma si conferma il trend positivo del 2016, anno in cui si è consolidata la ripresa. Secondo i dati dell’ufficio studi del Centro ceramico di Civita Castellana, infatti, l’anno si è chiuso con le vendite che hanno raggiunto 3,206 milioni di pezzi (+6,12% rispetto all’anno precedente).

C’è stata una sostanziale crescita di tutti gli indicatori economici, tutti i dati confermano il dinamismo delle imprese, che hanno in questi anni investito sulla ricerca, innovazione e design. Anche il fatturato totale della ceramica sanitaria: nel 2016 è stato di 282,5 milioni (+6,89% rispetto al 2015), con un aumento dell’occupazione che è stata pari al 3,9”.

L’export è cresciuto e come va il rapporto coi mercati internazionali?
“Per quanto riguarda sempre il settore sanitario nel 2016 c’è stato un notevole incremento: +9,3%, con il fatturato totale che ha raggiunto i 114 milioni di euro. Per quanto invece riguarda il dato generale, secondo l’Istat nei primi nove mesi dell’anno nella provincia di Viterbo l’export è cresciuto di oltre il 4%.

C’è da dire che il dato del Lazio è stato davvero straordinario (+17,7%), più del doppio rispetto alla media nazionale, merito soprattutto della provincia di Frosinone dove sono presenti importanti poli produttivi. Ma è da apprezzare anche il risultato della Tuscia, che ha visto buone performance di settori diversi da quello ceramico, come ad esempio l’agroalimentare”.

Su cosa si concentra l’azione di Unindustria? E quale impronta le ha dato? Cosa ha fatto per sostenere le aziende?
“Io credo che è proprio nei momenti di difficoltà, come quelli registrati in questi anni, che è importante avere dei riferimenti come quelli costituiti da Unindustria. Quando le cose vanno bene ci sono molte meno criticità, è ovvio. Unindustria è un interlocutore autorevole e ascoltato su tutti i tavoli, le imprese lo sanno. Sto cercando di agire in continuità con questa linea, tipica del nostro sistema, in raccordo stretto con l’azione del presidente Filippo Tortoriello.

Unindustria è sempre vicina alle aziende in tutto ciò di cui hanno bisogno, dall’internazionalizzazione al credito e quindi ai rapporti con le banche, dalle relazioni sindacali a quelle istituzionali: abbiamo un team di circa 120 persone che ogni giorno sono a disposizione degli associati.

E l’associazione si fa promotrice di numerosi progetti, ne cito solo uno che riguarda l’innovazione tecnologica. Stiamo lavorando alla realizzazione di un ‘digital innovation hub’, che sarà di supporto alle aziende nel processo verso la trasformazione digitale e le sensibilizzerà sulle risorse derivanti da Industria 4.0, la piattaforma promossa dal ministero dello Sviluppo economico”.

Quali provvedimenti sono necessari per aumentare la produzione?
“C’è la necessità di aumentare la produzione essenzialmente quando si aprono nuovi mercati. Questo è un compito tipico di chi fa impresa, ma l’essere a contatto con altri imprenditori e far parte di un sistema che solo nel Lazio conta oltre 3mila associati aiuta di certo”.

Quali sono le priorità su cui intervenire immediatamente?
“Mi ricollego a quanto detto poco fa a proposito dell’innovazione tecnologica. L’accesso alla banda larga, che è indispensabile per avere rapporti con il mondo, è uno dei problemi del Viterbese. Bisogna sviluppare sempre di più quindi le infrastrutture digitali, anche pensando ad un tema ancora poco dibattuto (pure nella Tuscia), vale a dire quello della cyber security.

Non dimentico certo le infrastrutture materiali, tutti conoscono lo stato delle strade provinciali e di alcune aree industriali: serve un piano di manutenzione straordinaria che non dipende ovviamente solo dalle istituzioni locali, di cui comunque è da apprezzare l’impegno. Lo scorso primo dicembre è arrivata finalmente la notizia tanto attesa, il via libera del Governo per i cantieri dell’ultimo tratto della Trasversale: l’auspicio è che si possa passare subito alla fase di progettazione.

Un altro tema davvero sentito dalle è quello della semplificazione. Qualche anno mi colpì il titolo di un giornale: “Se aprire un’azienda diventa un’impresa”, che raccontava le peripezie per dare vita ad un’attività. Al di là della questione specifica citata nell’articolo, credo che qualcosa si può migliorare nel rapporto tra pubblica amministrazione e impresa”.

Che anno sarà il 2018?
“Secondo l’Ocse, che ha alzato le stime, il Pil italiano nel 2017 sarà +1,6% e nel 2017 +1.5%: ci sarà quindi un consolidamento della ripresa in atto. La nostra regione in termini percentuali negli ultimi anni ha fatto meglio dell’Italia, la Tuscia è rimasta però leggermente indietro, pur facendo registrare il segno positivo. Credo e auspico che le previsioni saranno rispettate, magari rialzandole”.


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