Bomarzo – Con quattro vittorie nelle ultime cinque partite, il Bomarzo si è rilanciato prepotentemente nella corsa per la salvezza nel campionato di promozione laziale.
Una salvezza che, dopo i primi tre mesi di gare, sembrava poco più di un miraggio, con la squadra ultimissima in classifica e apparentemente destinata a tornare ben presto nella Prima Categoria, da dove veniva.
Ma il concetto di mollare la spugna è quanto di più lontano dal presidente Sandro Bannella e i suoi collaboratori, che ormai da anni stanno portando avanti la società tra problemi di ogni tipo. Su tutti, la mancanza di un campo dove poter disputare le gare casalinghe, che costringe il Bomarzo a vagabondare nomade in giro per il circondario.
Presidente, partiamo dalla classifica. 6 punti nelle prime tredici partite e 12 nelle ultime cinque: qual è il vero Bomarzo?
“Quello che ha capito il campionato che sta facendo e l’ambiente in cui si trova. A inizio stagione mancavano dei particolari che, a questi livelli, fanno la differenza. Adesso abbiamo trovato gli equilibri, la condizione fisica è cresciuta e il gruppo si è compattato. Sono entrati in forma i giocatori più esperti, come Salvitti, Mazzucco e Pecci, e i giovani hanno cominciato ad ambientarsi: rispetto all’inizio del campionato, ragazzi come Amoruso, Cartieri, Zhar o Mecarelli sono migliorati in maniera nettissima”.
Importante è stato anche il ruolo della società, che ha deciso di confermare la fiducia a mister Camillucci anche nel momento più duro. Nel calcio di oggi è una rarità.
“È vero. Ovviamente anche noi, quando le cose non andavano, abbiamo effettuato delle riflessioni interne per cercare di capire le cause dei problemi e non è mancata un’analisi del lavoro dell’allenatore. Però Camillucci è con noi già dall’anno scorso e ha fatto grandi cose, per cui abbiamo pensato che non potesse essere diventato un incapace di punto in bianco. Anche perché la squadra, pur perdendo, non giocava male”.
E allora da cosa dipendevano i problemi?
“Come ho detto prima, abbiamo pagato il fatto di essere entrati in condizione in ritardo e la necessità di ambientamento di tanti giocatori. Difficoltà che avevamo messo in preventivo. In più abbiamo avuto sfortuna praticamente in tutte le partite e sappiamo bene che, quando non si vince mai, è difficile fare gruppo”.
Domenica c’è una partita importantissima contro il Montalto. Uno scontro salvezza a tutti gli effetti, tra due squadre che non sono esattamente amiche.
“Ci siamo affrontati per un paio d’anni in Prima Categoria e adesso ci ritroviamo insieme in Promozione: è normale che ci sia un po’ di rivalità, ma comunque niente di trascendentale. Sicuramente la partita di domenica è un crocevia fondamentale sia per noi che per loro. Nella gara d’andata, in cui abbiamo perso, eravamo un’altra squadra rispetto a oggi. Il trend degli ultimi risultati ci vede favoriti, ma il Montalto ha ottimi giocatori, soprattutto in avanti, e non dobbiamo assolutamente pensare che sarà facile andare a vincere”.
Un mese e mezzo fa sembrava assurdo parlarne, ma oggi crede che il Bomarzo potrà salvarsi senza playout?
“Io posso dire solo che la squadra ha sempre giocato alla pari con tutti, anche quando non arrivavano i risultati. Per molto tempo ci è mancata la fortuna, mentre adesso abbiamo avuto qualche episodio a favore che ci ha permesso di cominciare a vincere, prendere fiducia e alzare il morale del gruppo. Non sono in grado di dire se riusciremo a salvarci direttamente. Di sicuro il campionato è bellissimo e tutte le squadre lotteranno fino all’ultimo per i loro obiettivi. Noi siamo abituati alle sfide impossibili, sono certo che non ci tireremo indietro”.
A cosa si riferisce?
“Al fatto che da tre anni il Bomarzo non ha un campo su cui giocare le partite in casa. Siamo costretti a vagabondare tra Attigliano e Bassano, spendendo tanti soldi per l’affitto dei campi. Soldi che, soprattutto in un momento di crisi come questo, farebbero molto comodo per altre attività”.
Di chi è la colpa?
“Non lo so e non m’interessa. Preferisco dedicare le energie a cercare di risolvere i problemi. Nelle ultime settimane abbiamo spedito al Coni un progetto di ristrutturazione totale del campo di Bomarzo, che abbiamo curato interamente da soli, senza alcun sostegno da parte delle istituzioni”.
Per quando sono attesi sviluppi?
“Spero di avere notizie entro qualche mese. Il mio più grande rammarico è essere riuscito a portare il Bomarzo in Promozione e non poter dare ai bomarzesi la possibilità di godersi questo spettacolo a casa loro. Senza contare che le difficoltà logistiche penalizzano la nostra immagine agli occhi dei giocatori che cerchiamo di acquistare. Del resto, cosa si può pensare di una matricola che non ha nemmeno un campo per giocare le partite? Mantenersi in Promozione in queste condizioni è come fare la Serie C in qualsiasi altra città”.
Ma se le cose stanno così, chi glielo fa fare di andare avanti?
“Sapesse quante volte me lo chiedo anch’io… Qui siamo in quattro gatti che lavorano come pazzi, spinti solo dalla passione per il calcio e dalla voglia di fare qualcosa d’importante per Bomarzo. Il tempo che sacrifichiamo al lavoro e alla famiglia è tantissimo e andare avanti diventa ogni giorno più snervante. Se le cose non cambiano in fretta, ho timore che finirà tutto in malora”.
Alessandro Castellani



