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“Sono pronto a ricandidarmi”

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Alessandro Mazzoli

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Viterbo – “Vista anche la delicatezza del momento io ci sono, intendo metterci la faccia”.

Tempo di bilanci per Alessandro Mazzoli. Il deputato Pd, a fine mandato tira le somme dei cinque anni alla Camera e guarda oltre. Per le regole del partito, un secondo mandato dovrebbe essere scontato, non in altri collegi, ma a Viterbo.

Pur rivendicando i risultati del centrosinistra al governo non nasconde le difficoltà, ma in questo il presidente del consiglio Paolo Gentiloni può rappresentare un valore aggiunto nel costruire una coalizione, mentre in ambito locale, comprende le aspettative di Andrea Egidi. Il segretario provinciale ha deciso di candidarsi alla regione, ma avrebbe fatto bene a convocare gli organismi di partito prima d’inaugurare il comitato elettorale. “La fretta è cattiva consigliera”.

Nella sede del partito, Mazzoli ripercorre un quinquennio difficile, alla stampa una corposa cartellina con i provvedimenti dove compare il suo nome.

“Su una mia ricandidatura, io ci sto – spiega Mazzoli – per le regole che si è dato il Pd, un secondo mandato è scontato e penso che sia giusto essere in campo. Mesi fa ho chiesto una discussione nel partito, affinché valuti liberamente questi anni, cosa è stato fatto fatto e cosa no. Finora questa discussione non c’è stata. Continuo a sollecitarla, mi auguro che avvenga a breve”.

Esclude, invece, che possa eventualmente essere inserito in collegi diversi da Viterbo. Si era parlato di Frosinone. “Voci senza fondamento – taglia corto Mazzoli – gli organismi dirigenti provinciale, regionale e nazionale si riuniranno nelle prossime settimane. Non ci sono indicazioni o indiscrezioni.

Sono dell’idea che dopo cinque anni di lavoro positivo in regione e corposo a livello nazionale, dobbiamo cercare di avere un Pd unito che salvaguardi le esperienze in campo e dia un segnale di continuità.

Se diamo un giudizio positivo sul lavoro svolto, lo è anche su chi ha governato ed è giusto riproporre le esperienze in campo al loro primo mandato. Dal canto mio, vista anche la delicatezza del momento, intendo metterci la faccia. Poi, è ovvio, non stabilisco io chi sì e chi no”.

A proposito di candidature, alla regione l’unico per ora a essere uscito allo scoperto è il segretario provinciale. Appartiene all’area Renzi, mentre Mazzoli al congresso ha aderito alla mozione Orlando. Andrea Egidi oggi inaugura il comitato elettorale.

“Le sue sono aspettative legittime – osserva Mazzoli – Andrea da molti anni svolge un lavoro di direzione politica, ci sta che possa pensare di mettersi in gioco in una competizione elettorale.

Ma mi pare opportuno un richiamo alle regole, perché dal segretario di federazione, prima si convocano gli organismi dirigenti e dopo s’inaugura il comitato elettorale. È un problema di sensibilità e di rispetto reciproco. Ripeto, rispetto le sue aspettative, così come rispetto il lavoro di tutti, ma questi passaggi richiedono molta attenzione e la fretta è cattiva consigliera”.

Anche perché a Viterbo la ferita del congresso non si è ancora rimarginata. “C’è stato un risultato – spiega Mazzoli – e a mio modo di vedere la vicenda congressuale andava chiusa il giorno dopo. Invece, a oggi, non si considera quel 44% degli iscritti”. La corposa minoranza che fa capo a Orlando.

“Prima delle candidature c’è il partito. Prima si ricompone l’unità del partito, che non si ricostruisce con le candidature. Il partito viene prima e resta anche dopo le elezioni”.

Guardando al giorno dopo le Politiche, secondo Mazzoli, Gentiloni può essere una carta da giocare. “Si è chiusa la fase di un sistema maggioritario, in cui il partito più grande esprimeva il premier. Oggi occorre guardare alla coalizione, fare alleanze. Ovvio che il segretario Matteo Renzi è il leader del Pd, ma il giorno dopo, dovendo comporre un governo, è probabile che si debba offrire una figura che sia più inclusiva e capace di raccogliere ampi consensi. Gli scenari possono essere diversi. Gentiloni può diventare punto importante d’equilibrio”. Larga parte dell’incontro, Alessandro Mazzoli l’ha spesa nel ripercorrere i cinque anni di governo del centrosinistra al governo. Suddiviso in vari punti.

Un difficile avvio di legislatura

“Tra marzo e aprile 2013 la previsione più diffusa – ricorda Mazzoli – era un rapido ritorno alle urne. Nessuna forza politica aveva una maggioranza compiuta nei due rami del Parlamento. Il ritorno al voto è stato scongiurato con la rielezione del Presidente Napolitano, trasformando questa legislatura in una delle più produttive della storia repubblicana”.

Pil e disoccupazione

“Nel 2013 il Pil era a -2,4%, i a consumi -4,3%, con una pressione fiscale al 44%, dal 42% del 2011. La disoccupazione era al 12,3% e a inizio 2014 era arrivata al 13,5% e quella giovanile oltre il 40%. Dopo 5 anni, il Pil è a +1,6 e la previsione per il 2018 è +1,5. Nel 2017 la disoccupazione è scesa all’11% e la giovanile al 35,5%. Ma i problemi non sono risolti, molti restano ancora aperti, soprattutto su crescita dell’economia e lotta alla disoccupazione. Ci sono cinque punti di Pil da recuperare, e non lo si fa con la propaganda, ma con scelte politiche lungimiranti”.

Reddito di cittadinanza, una “presa in giro”

Per far risalire la china all’Italia, c’è chi propone il reddito di cittadinanza. Mazzoli si pone una domanda: “È la soluzione dei problemi? Come proposta è suggestiva e accattivante. Con milioni di disoccupati, suscita interesse e attenzione. Persino ci si riesce a credere. Ma per distribuire ricchezza, serve produrla. E c’è un solo modo. Con il lavoro. Se inizio con l’idea che una parte consistente degli italiani non deve lavorare, avendo una garanzia dallo stato, mi riduco la possibilità di generare nuova ricchezza. Inizialmente ci sarà un sostegno, ma durerà molto poco. E avrò fatto solo una cosa, preso in giro la gente. Non penso che si possa mettere in campo una presa in giro così grande”.

“Movimento 5 stelle incapace di costruire”

Particolarmente duro il giudizio sull’M5s: “Non si sono mai assunti responsabilità su nulla, in nessun passaggio parlamentare – osserva Mazzoli – lo dico avendoli visti all’opera. La loro iniziativa si limita alla denuncia di quello che non va, cavalcando la disaffezione della gente, ma senza costruire risposte credibili o una prospettiva del paese”.

Centrodestra solo un cartello elettorale

“Non è un’alleanza, non hanno un programma, è solo un cartello elettorale. Ogni volta che i leader parlano dicono cose diverse, non sono in grado d’esprimere un progetto di governo. Salvini vuole ricontrattare i trattati europei, ma il meccanismo dell’Ue si basa sul fatto che un numero di stati condivide stessi parametri e regole. Ricontrattare in modo univoco non è possibile. L’Europa nel suo insieme deve ridefinire le regole, questa è la battaglia”.

Il lavoro sul lavoro

“In questi anni abbiamo adottato norme per l’abolizione delle dimissioni in bianco. C’erano aziende che assumevano in particolare le donne facendo sottoscrivere loro le dimissioni in caso di maternità, abbiamo approvato la legge a contrasto al caporalato in agricoltura, lo statuto sul lavoro autonomo, otto salvaguardie per gli esodati, riaperto il capitolo sul lavoro gravoso e mi auguro che arrivi anche per quelli usuranti, un impegno pure per gli operai ceramisti. Il Jobs act ha esteso le tutele a tutte le forme contrattuali, anche quelle a tempo determinato”.

Unioni civili e testamento biologico

“Dopo 30 anni l’Italia ha una legge per reato di tortura, una per la lotta al bullismo e cyberbullismo, provvedimenti per autismo e il dopo di noi, abbiamo recuperato anni di ritardo su fronti delicatissimi. Per i diritti civili, è arrivata la legge sulle unioni civili, recuperando uno storico ritardo. Oggi lo viviamo come un passo in avanti, un dato acquisito e normale. Come il testamento biologico, molto a lungo tema di divisione. È mancata la legge sulla cittadinanza. Mi auguro che la nuova legislatura riesca a raccogliere le giuste motivazioni, prevalenti rispetto alle critiche”. Quindi la legge sul reato ambientale, la riforma delle agenzie ambientali, l’eco bonus in edilizia, l’art bonus. E nel Lazio, un miliardo e 400 milioni di euro in infrastrutture. “Attività che ho seguito in commissione Ambiente e Lavori pubblici. La metà di questi fondi sono per la provincia di Viterbo. Dentro il patto c’è lo sblocco per completare la trasversale e interventi alle ferrovie da Viterbo a Roma”.

A scuola, rimandati

“Sulla questione scuola e formazione abbiamo compiuto errori – osserva Mazzoli – siamo stati capaci di assumere e stabilizzare oltre 100mila insegnanti, mettere quattro miliardi sulla scuola pubblica, ma nel farlo abbiamo fatto sollevare la più grande protesta nel mondo della scuola. Su questo va fatta una riflessione”.

Un obiettivo, Pd primo partito

“Il nostro obiettivo – conclude Mazzoli – è essere il primo partito del Paese, condizione essenziale per non disperdere i risultati raggiunti e dare un governo all’Italia. Non nascondo le difficoltà, disaffezione, previsioni di astensionismo preoccupanti, ma non dobbiamo rassegnarci”.

Giuseppe Ferlicca


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