Viterbo – “Aveva la velocità nel sangue”. L’omelia di don Luigi Fabbri, dall’altare del duomo di Viterbo, è il ritratto di Massimo Natili, pilota automobilistico di Ronciglione.
Una vita in pista tra Vallelunga, Silverstone e Monza. Sopravvisse a uno schianto con la sua monoposto ma non alla malattia: a 82 anni è morto all’ospedale Belcolle, il 19 settembre.
Natili non è l’unico volto noto viterbese venuto a mancare nel 2017. Tra le tante personalità di Viterbo e provincia, ci lasciato quest’anno anche Massimo Stendardi, per tutti “Max”, leader della cover band dei Nomadi “Fiori Neri”. Suonò fino all’ultimo, la mano sempre tesa all’associazione “Augusto per la vita”, nata per aiutare la ricerca sul cancro e dedicata alla storica voce dei Nomadi Augusto Daolio, ucciso da un tumore ai polmoni.
“Ti ricorderemo per la tua grande voglia di vivere e amare la vita”, scrivevano i Nomadi su Facebook il 19 agosto, sopra una foto di Max con il fondatore del gruppo Beppe Carletti.
Sessant’anni Stendardi. Cinquantatré l’avvocato Franco Fiorani, anche lui scomparso quest’anno. Morire in un giorno di sole correndo in bicicletta: impensabile per un atleta come Fiorani, la toga per lavoro, lo sport per passione. I colleghi e gli amici non si rassegnano: “Tutte le mattine, in tribunale, continuiamo a cercarti”, lo ha salutato ai funerali l’avvocato Savina Forgittoni.
Tante le perdite tra i professionisti e gli imprenditori viterbesi. Dal presidente del collegio geometri di Viterbo Massimo Neri all’ingegner Giorgio Troncarelli, fino a Umberto Cencioni, fondatore dell’officina al Poggino che dal 1960 porta il suo nome.
Il 2017 ha inferto un duro colpo anche al mondo della politica locale. Augusto Turchetti, consigliere per vent’anni al comune di Viterbo, se n’è andato a gennaio, mentre l’estate si è portata via prima Agostino Terri, suo collega sugli scranni di Palazzo dei Priori, e subito dopo Paolo Izzi, per tredici anni sindaco di Vetralla e per sei dirigente del settore Lavori pubblici al comune di Viterbo.
Consigliere comunale nella città dei Papi era stato anche Corrado Buzzi, latinista, storico e preside di lungo corso del liceo scientifico Paolo Ruffini. Era nato a Tortoreto (Teramo), ma Viterbo era la sua città del cuore. E non solo sua.
Italo Arieti, gastronomo, ha raccontato la cucina viterbese in una lunga serie di libri e recuperato antiche ricette della tradizione locale.
Viterbo era anche il grande amore di Giorgio Capitani, il regista del “Maresciallo Rocca” e di molte fortunate fiction televisive.
Negli ultimi anni aveva lasciato Roma per trasferirsi nel capoluogo della Tuscia. Sognava una scuola di formazione per attori al teatro Unione: si è spento il 25 marzo, all’ospedale Belcolle. “Trovava sempre il modo di girare qualche scena qui” ricorda la moglie Simona Tartaglia. “Sono contenta che abbia finito la sua vita nella città che amava tanto”.



