Viterbo – Camerata, fratello, amico. Nicola Zanobi, un uomo che a 40 anni ha deciso di togliersi la vita. Con un colpo di pistola. Smith & Wesson. Il primo febbraio, dieci minuti dopo la mezzanotte. Il giorno del suo compleanno. A Viterbo, in via Frate Leone, nel quartiere Santa Lucia.
“Mio fratello era un’anima libera che non accettava compromessi”, ha detto la sorella Evita. “È stato un privilegio amarlo”, ha aggiunto Diletta, la sua fidanzata.
L’hanno salutato così. Centinaia di persone. Una comunità intera. Un fiume in piena. Durante il rito funebre al crematorio del cimitero San Lazzaro. Con loro anche l’ex sindaco della città, Giancarlo Gabbianelli, il presidente del consiglio comunale Marco Ciorba, Umberto Ciucciarelli di Unione della Tuscia e il consigliere regionale Daniele Sabatini, arrivato a fine cerimonia.
Ieri pomeriggio, il funerale con rito civile. Zanobi non era religioso, ed è rimasto coerente fino alla fine.
Silenzio, e rispetto per la scelta di togliersi la vita. Gabbianelli piange a dirotto. Tutti si asciugano le lacrime. Si stringono attorno a genitori e familiari. Nessuno distoglie lo sguardo. Giubbotti neri e militanza neofascista. Senza alcuna ipocrisia. Solo appartenenza. A un’altra storia. Quella di tantissimi presenti ieri al San Lazzaro.
Molto conosciuto in città, Nicola Zanobi era impiegato della Talete. In passato aveva gravitato nel mondo dell’estrema destra, ed era appassionato di tatuaggi e pesca.
“Ci riempiva la vita con un sorriso – ha ricordato Evita -. Era una persona che amava e si faceva amare. La sua era passione, era impeto”.
“Era riservato – ha spiegato Serena, collega della Talete – e la sua riservatezza ha fatto sì che tutti gli volessero bene. Nicola era un grande uomo”.
Infine Alessandro Mereu, responsabile provinciale di Casapound Viterbo. “Parlo a nome dei camerati, fratelli di Nicola, spirito libero – ha detto -. Una persona generosa che amava scherzare. Ricordo quando spaccò il cubo magico a Pio perché il suo era più bello”.
A tal proposito, Mereu ricorda una massima di Zanobi: “Lo scherzo è bello quando dura tanto ed è pesante”.
Sorridono. “Un uomo coraggioso – ha concluso il responsabile di Casapound – che ha scelto di darsi la morte. Una scelta che non condividiamo, ma che va rispettata. Fino in fondo”.
Un paio di decine di minuti in tutto. Tanto è durato il rito civile. I minuti di chi, i propri morti, se li seppellisce da solo.
Daniele Camilli





