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Appalto mense, Rotelli e Rossi condannati anche in appello

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Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Mario Rossi

Mario Rossi

Viterbo – Appalto mense, la corte dei conti d’appello conferma la sentenza di primo grado.

Mauro Rotelli, ex assessore viterbese ai servizi sociali e ora candidato alle politiche per il centrodestra, e Mario Rossi, ex dirigente del comune di Viterbo, sono stati condannati dalla corte dei conti in secondo grado e in solido a risarcire palazzo dei Priori per 140mila 418 euro. A tanto ammonterebbe il danno erariale secondo i magistrati contabili, in riferimento all’appalto quinquennale per le mense scolastiche affidato dal comune alla Euro Service di Anna Telesco nel 2005.

Rotelli e Rossi avevano impugnato la sentenza del 2015 della corte dei conti, con cui erano stati “condannati a risarcire in solido il comune di Viterbo per 140mila 418 euro”. In primo grado l’accusa aveva chiesto una “condanna in solido, come risarcimento del danno erariale, di 241mila 018 euro, composto da una danno da tangente di 100mila 600 euro e dal pagamento di un debito fuori bilancio di 140mila 418 euro”. Secondo l’accusa il “danno da tangente” era ricollegabile “a presunte irregolarità nella predisposizione, aggiudicazione e gestione della gara di appalto per la fornitura di pasti destinati alle mense scolastiche del comune di Viterbo negli anni 2005-2010 a vantaggio della società Euro Service. Il danno da 140mila 418 euro (era invece ricollegabile, ndr) al pagamento di un debito fuori bilancio costituito da transazioni e pagamenti onorari di avvocati per inadempimenti contrattuali da parte della ditta appaltatrice nei confronti di fornitori e dipendenti”.

In primo grado i giudici contabili avevano accolto la richiesta dell’accusa, “con riferimento al danno patrimoniale da debiti fuori bilancio. Mentre la respingevano con riferimento al danno da tangente”. Rotelli e Rossi sono stati condannati in solido a risarcire il comune di Viterbo per 140mila 418 euro. La sentenza, datata 2015, è stata impugnata, ma a ottobre i giudici di secondo grado hanno dichiarato “inammissibile” l’appello, confermando la sentenza di primo grado.

Sul piano penale il tribunale di Viterbo il 23 settembre 2014 ha riqualificato l’accusa di corruzione in abuso d’ufficio, dichiarandola prescritta insieme alla turbativa d’asta, per tutti e tre gli imputati del processo mense, tra cui Rotelli e Rossi. Con quella sentenza il collegio dei giudici ha stabilito che i reati ipotizzati inizialmente dalla procura, pm Franco Pacifici, non c’erano. Come non c’erano, alla fine del processo, né innocenti né colpevoli, ma solo l’alleggerimento dell’accusa. Quella di corruzione, per cui Rotelli venne anche arrestato, trascorrendo 54 giorni ai domiciliari.

Dopo la sentenza di primo grado, gli imputati sono finiti davanti alla corte d’appello di Roma, che a ottobre 2016 ha confermato la decisione del tribunale di Viterbo. “La corte ha respinto sia l’appello del pm, teso a far dichiarare, previo ripristino dell’iniziale imputazione, la sussistenza del più grave reato di corruzione. Sia quello degli imputati, tra cui Rotelli, volto a conseguire un’assoluzione nel merito”. E’ scritto nella sentenza della Cassazione a cui l’ex assessore si è rivolto impugnando, tramite i suoi difensori, gli avvocati Roberto Massatani ed Elisabetta Rampelli, la decisione dei giudici di secondo grado. Un ricorso “manifestamente infondato” per la suprema corte, che lo ha dichiarato “inammissibile”.

L’appalto incriminato delle mense risale al 2005. Il pubblico ministero ipotizzava uno scambio tra l’ex assessore e Anna Telesco, titolare della ditta Euroservice Catering. A lei l’appalto, a lui assunzioni pilotate, catering gratuiti e tessere di Alleanza nazionale. Con la complicità, per l’accusa, dell’ex dirigente del comune di Viterbo, Mario Rossi.


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