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Ater, è guerra legale sul reintegro di Angela Birindelli

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Angela Birindelli

Angela Birindelli

Viterbo - La sede dell'Ater

Viterbo – La sede dell’Ater

Viterbo – “Reintegro e risarcimento a Birindelli, proposto il ricorso”. Lo dice il direttore generale dell’Ater Fabrizio Urbani.

L’azienda ha impugnato la recente sentenza del giudice del lavoro Isabella Parolari che prevedeva il reintegro dell’ingegnera di Bolsena Angela Birindelli licenziata dall’Ater il 15 aprile del 2014. Fu Ugo Gigli, all’epoca direttore generale dell’ente, a firmare il provvedimento.

Il direttore generale dell’Ater Fabrizio Urbani spiega che si tratta di “una questione tecnica. L’Ater è stata condannata al reintegro dell’ingegnera Birindelli e al pagamento delle mensilità e dei contributi previdenziali dal momento del licenziamento fino alla data del reintegro. Una somma importante, superiore a 200mila euro. Per questo motivo e a tutela delle casse aziendali per evitare anche responsabilità di natura patrimoniale, ho dovuto proporre ricorso.

E’ una vicenda che riguarda una gestione che mi ha preceduto e per la quale gli avvocati erano già stati incaricati dai miei predecessori – continua Urbani -. Si è arrivati quindi a una sentenza che ha dato ragione a Birindelli, che comunque, da un mese, ha ripreso a lavorare nell’azienda e sta svolgendo le sue mansioni da ingegnera.

Al fine, però, di evitare una condanna così pesante per le casse dell’Ater ho dovuto proporre il ricorso. Non c’è nulla di personale – sottolinea Urbani -, ma solo una difesa tecnica che facciamo per tutelare l’azienda. Il procedimento va avanti e su questo i giudici si pronunceranno il 13 marzo quando si deciderà sulla sospensiva”.

Birindelli, dal canto suo, risponde: “Credo – dice l’ingegnera – che sia facoltà dell’Ater e del suo legale rappresentante decidere se sia o meno nell’interesse dell’azienda procedere nel ricorso o tentare di sistemare in modo pacifico quella che è stata una stortura amministrativa che potrebbe tradursi in un enorme esborso economico da parte dell’azienda con un seguito probabile davanti alla corte dei conti.

Voglio ricordare – continua Birindelli – che prima che io vincessi la causa, avevamo raggiunto un accordo transattivo che faceva risparmiare all’ente qualche centinaio di migliaia euro. Ma qualcuno ha poi deciso che era meglio fare la guerra alla sottoscritta piuttosto che fare l’interesse dell’ente. Chissà per quale logica politica.

Spero che queste logiche vengano abbandonate dagli attuali amministratori. Non dimentichiamo che io sono costituita come parte civile anche in sede penale nel processo a carico di Gigli e dell’architetto Valentina Fraticelli dove dovrà rispondere in sede risarcitoria la stessa Ater”.

Gigli si è costituito ‘ad adiuvandum’ (ovvero, ha sposato la causa dell’Ater) e per Birindelli “è ridicolo, non ha nessun titolo di farlo, perché non ha alcun interesse legittimo in quanto ora è un privato cittadino e non rappresenta più l’Ater, non è più direttore generale. E’ una causa del lavoro che non lo vede interessato in nessun modo. Gli manca questa contezza e ancora pensa di voler intromettersi in procedimenti che non lo riguardano più. Gli auguro, vista la veneranda età, di godersi la vita in tranquillità senza cercare ancora e in tutti i modi di perseguitare la sottoscritta”.

Conclude l’ingegnera: “Come ho già detto mi dispiace che a pagare i danni fatti da qualcuno debba essere la pubblica amministrazione e quindi tutti i cittadini. Ad oggi, l’Ater deve versare a me e all’Inps oltre 200mila euro in attuazione della sentenza del lavoro del 7 dicembre scorso immediatamente esecutiva. Cosa che l’Ater non ha ancora fatto. Spero – conclude Birindelli – che si trovi una soluzione corretta per questa brutta vicenda che sicuramente mi vede vittima di una violenta ritorsione politica”.


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