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“Belcolle e trasversale completati grazie al centrosinistra”

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Alessandro Mazzoli e Andrea Orlando

Alessandro Mazzoli e Andrea Orlando

Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

Viterbo - L'apericena con Andrea Orlando

Viterbo – L’apericena con Andrea Orlando

Alessandro Mazzoli, Andrea Orlando, Manuela Benedetti e Alessandra Terrosi

Alessandro Mazzoli, Andrea Orlando, Manuela Benedetti e Alessandra Terrosi

Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Andrea Orlando

Andrea Orlando

Alessandro Mazzoli, Andrea Orlando e Alessandra Terrosi

Alessandro Mazzoli, Andrea Orlando e Alessandra Terrosi

Viterbo – Apericena con il ministro. Andrea Orlando a Viterbo inaugura la campagna elettorale del Pd. Ieri sera alle 21, al bar a porta Romana, un incontro a metà fra campagna elettorale e incontro informale con il responsabile alla Giustizia. 

Orlando è a Viterbo per una ragione: “Sostenere due parlamentari che hanno lavorato bene e anche loro hanno contribuito a invertire una tendenza che era negativa”. Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi ringraziano. Il primo candidato all’uninominale e la seconda nel proporzionale per il senato.

Anche loro fanno parte di una squadra: “Che ha conquistato un prestigio anche a livello internazionale – spiega Orlando – magari qualcuno non sarà simpaticissimo, ma abbiamo un’ampia gamma d’offerta, non un solo prodotto…”.

Mentre dall’altra parte: “Vogliamo una Virginia Raggi a governare il paese? – si domanda Orlando – una classe politica improvvisata, quella dei 5 stelle, incapace d’affrontare qualsiasi problema che non sia la propaganda. Almeno l’albero di Natale vorremmo che fosse fatto come si deve.

I 5 stelle subiscono la concorrenza della Lega, che a sua volta è alleata di Forza Italia, partito con un programma che nulla a che fare con quello leghista. Il centrodestra è una coalizione che non esiste. Ci sono più punti di contatto tra Lega e M5s.

Noi dobbiamo denunciare il rischio che abbiamo davanti. Se passa la destra, lo diranno loro quello che accadrà. Intanto, hanno già annunciato che cancelleranno le unioni civili. Lo dico ai compagni di Liberi e uguali”. Gli ex Pd corrono per proprio conto.

E se un voto a destra presenta rischi, per Orlando, preferire chi sta alla sinistra di Democratici produrrebbe lo stesso effetto: “Vuol dire fare un favore alla destra, non hanno possibilità di vincere nei maggioritari”.

Nel Lazio, le politiche e le regionali in contemporanea il 4 marzo. “Un traino in più, portando un’esperienza di buongoverno – continua il ministro – il presidente Zingaretti ha avuto il buonsenso di dare vita a una coalizione ampia. Non si capisce come chi sostiene Zingaretti non lo faccia pure con una coalizione di centrosinistra al governo”. E se non si è capito, ormai è tardi per farlo, gli schieramenti sono in campo.

Per Alessandro Mazzoli, invece, la cartolina di cinque anni di centrosinistra al governo, per la Tuscia ha due immagini. Belcolle e Trasversale.

“Cinque anni di centrosinistra – sottolinea Mazzoli – al governo e alla regione hanno consentito di portare a compimento due incompiute storiche, l’ospedale di Belcolle e la trasversale Orte Civitavecchia”. Con l’approvazione del progetto definitivo per l’arteria e lo stanziamento dei fondi.

“Grazie anche a Enrico Panunzi – continua Mazzoli – a battaglia che sta conducendo non è la sua, ma la nostra, per proseguire il lavoro straordinario di Zingaretti e la sua squadra”.

Il consigliere regionale Pd è in sala, insieme ad altri esponenti Pd, come l’attuale sindaco d’Acquapendente Angelo Ghinassi e un suo predecessore, Tolmino Piazzai.

Pure Mazzoli mette in guardia dai rischi delle promesse elettorali che arrivano tanto da 5 stelle quanto dal centrodestra.

“Promesse miracolo, che rischiano di sfondare i conti dello stato – osserva Mazzoli – e portare il paese in condizioni peggiori rispetto a quelle da cui è stato tirato fuori.

C’è tanta demagogia in questa campagna elettorale, perché non si vuole discutere di quanto avvenuto in questi anni, dove siamo arrivati. Il Pd è l’unico grande partito che si è fatto carico della difficile situazione dell’Italia”.

Quello che è stato fatto e soprattutto il racconto di cosa si vorrà fare da domani. Perché come mette in guardia Orlando, Churchill vinse la guerra, ma poi perse le elezioni. “Non si vince solo con il racconto di quanto fatto”.

Ma vale la pena rammentare che il governo sia arrivato alla sua naturale scadenza. All’inizio non erano in molti a scommetterci. Alessandra Terrosi non se lo è dimenticato. “Sono state fatte riforme importanti – dice Terrosi – magari qualcuna a mio parere è da rivedere, ma i risultati ottenuti sono importanti. Dalle unioni civili al bio testamento, alla riforma della giustizia e fino al caporalato”.

A inizio serata, l’invito da Manuela Benedetti, a impegnarsi nella campagna elettorale per riconfermare: “Chi in questi hanno ha lavorato con impegno”. Chiusura con un brindisi, e una puntatina anche al buffet, vista l’ora.

Giuseppe Ferlicca


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