- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Colpita con l’attizzatoio e finita con un cuscino…

Condividi la notizia:

Rosa Franceschini e Gianfranco Fieno

Rosa Franceschini e Gianfranco Fieno

Delitto di Santa Lucia - Il cuscino del salone sporco di sangue usato per soffocare Rosa Franceschini

Delitto di Santa Lucia – Il cuscino del salone sporco di sangue usato per soffocare Rosa Franceschini

Delitto di Santa Lucia - L'attizzatoio usato per uccidere Rosa Franceschini

Delitto di Santa Lucia – L’attizzatoio usato per uccidere Rosa Franceschini

Delitto di Santa Lucia - La cucina dei coniugi Fieno, luogo del delitto

Delitto di Santa Lucia – La cucina dei coniugi Fieno, luogo del delitto

Delitto di Santa Lucia - Il salone dei coniugi Fieno, con il cuscino sporco di sangue usato per soffocare Rosa Franceschini

Delitto di Santa Lucia – Il salone dei coniugi Fieno, con il cuscino sporco di sangue usato per soffocare Rosa Franceschini

Delitto di Santa Lucia - La fruttiera con le macchie di sangue e i guanti

Delitto di Santa Lucia – La fruttiera con le macchie di sangue e i guanti

Viterbo – Rosa Franceschini è stata uccisa in cucina. Lì la scientifica ha trovato la maggior parte di tracce ematiche, visibili anche a occhio nudo. Ma in quell’appartamento al secondo piano del civico 26 di via Santa Lucia, anche tre oggetti erano sporchi di sangue: l’attizzatoio di ferro, una fruttiera e un cuscino del salotto.

Con l’attizzatoio Ermanno Fieno, il figlio dei coniugi trovati cadavere il 13 dicembre, ha colpito la madre alla testa. Ripetutamente. Nella fruttiera, che ha poi nascosto sull’ultimo ripiano dell’armadio a muro del corridoio, ha riposto i guanti in pelle nera che ha indossato per ripulire la scena del delitto. E il cuscino del salotto?

È la mattina del 29 novembre. Gianfranco Fieno, il padre di Ermanno, giace senza vita sul letto della camera matrimoniale. È morto da almeno dodici ore, nel pomeriggio del giorno precedente. Per cause naturali. Il medico legale Saverio Potenza, nella relazione inviata in procura dopo l’autopsia, indica come causa del decesso “un’insufficienza cardiocircolatoria e respiratoria acuta”.
Ermanno sarebbe riuscito a convincere la madre a non chiamare i fratelli, almeno per una notte. Ma la mattina successiva, nonostante i rapporti con i figli Anna Maria e Luciano fossero conflittuali da anni, la donna vuole smetterla di temporeggiare. Li vuole contattare, per annunciare loro la morte del padre. Potrebbe aver litigato con Ermanno per questo, ma alla fine Rosa avrebbe comunque alzato la cornetta del telefono. A quel punto il figlio va in salotto, prende l’attizzatoio e torna in cucina. Rosa sta digitando il numero, è di spalle, vicino al tavolo da pranzo. Ermanno la colpisce due o più volte alla testa. Con una violenza tale da far piegare quell’attizzatoio di ferro di cinquanta centimetri.
Rosa potrebbe essere caduta faccia a terra. Ma nonostante quei colpi così violenti, avrebbe continuato a respirare. Ermanno sarebbe tornato in salotto e avrebbe riposto l’attizzatoio accanto al camino: lì gli investigatori lo hanno trovato la sera del 13 dicembre, ancora sporco di sangue e capelli. Ma accanto al camino c’è un divano. Ermanno avrebbe visto uno di quei cuscini, potrebbe averlo preso, essere tornato in cucina e averlo premuto sulla testa della madre, schiacciandole il volto contro il pavimento. Fino a che la donna ha smesso di respirare. Poi sarebbe tornato in salotto e l’avrebbe rimesso al suo posto. Quel cuscino, trovato in un’altra stanza rispetto a quella del delitto (la cucina), potrebbe essere stato sporcato da Ermanno col sangue della madre, mentre l’avrebbe soffocata per finirla.

In realtà il dottor Potenza, nella relazione inviata in procura subito dopo l’autopsia, lo scrive: “Rosa Franceschini è morta per trauma cranico encefalico ed emorragia cerebrale”, ma anche per “insufficienza cardio respiratoria acuta”. Ma risposte certe sulle cause, le modalità e il giorno della morte di Rosa, 71 anni, e Gianfranco, ottantatré, le daranno solo gli esiti dell’esame autoptico. Scaduti i sessanta giorni di tempo per gli accertamenti, iniziati alle 12,45 del 15 dicembre e andati avanti per quattro ore, finiranno presto sulla scrivania del procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma e del sostituto Chiara Capezzuto. Ma non prima della prossima settimana.

Raffaele Strocchia


Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente – I funerali dei coniugi Fieno – Le testimonianze dei vicini – La polizia al lavoro – Trovati morti in casa – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini – L’arresto di Ermanno Fieno – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro – Tragedia in via Santa Lucia – Coppia uccisa in casa


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: