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“Contratto scuola, la solita mancetta preelettorale…”

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Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentilissimo direttore,
spiace importunarla, di quando in quando, ma lo spirito libero, critico ed il senso di indignazione che ancora provo pervicacemente a coltivare mi spingono a scriverle !
Siamo impotenti (se non nel segreto dell’urna) testimoni di una campagna elettorale dai toni bassissimi ad ogni livello.

L’opportunismo, però, delle dichiarazioni di Fioroni (all’ennesima candidatura nonostante le renziane rottamazioni annunciate) sulla scuola e la pochezza storico-politica del sermoncino della sua delfina, signora Ciambella, in occasione del ricordo delle foibe mi obbligano a chiarire alcune cose in quanto: docente ed iscritto Snals; sostenitore ed elettore di Liberi ed Uguali.

Come lo stesso signor (siamo cittadini uguali, nonostante si firmi ex ministro dell’Istruzione come se avesse firmato lui il rinnovo!) Fioroni evidenzia, gli 85 euro di media di aumento per il comparto dell’istruzione sono “lordi” (tra i 40 e max 52 euro netti al mese per i dipendenti con massima anzianità!) a fronte di un contratto fermo da dieci anni ed un costo della vita galoppante. Inoltre il suddetto aumento va a rosicchiare le risorse per quel bonus premiale che, nella vergognosa babilonia della Pessima Scuola, tale non è mai stato! Insomma, tanto fumo negli occhi e la solita mancetta preelettorale che tanto ci ha reso, negli anni, non credibili agli occhi dell’Ue. Che poi alcuni esponenti sindacali viterbesi, solleciti a partecipare in prima fila alle kermesse augurali prenatalizie, si vendano la pelle dell’orso fa parte della commedia dell’arte.

Notevole e molto democristiana, invece, l’abilità (politically correct?) con la quale la signora Ciambella è riuscita a riempire una paginata di sermoncino, in occasione del ricordo delle foibe, senza dire alcunché! E riuscendo al contempo, secondo gli ordini di scuderia del suo segretario, a mantenere invece l’assordante, vergognoso silenzio sui fatti di Macerata, sui rigurgiti di razzismo, fascismo, antisemitismo ancora più forti e tradizionalmente vivi a Viterbo e provincia. Prove in corso, nel laboratorio-Viterbo, di Partito della Nazione e di quell’indistinto oscuro in cui tutte le cose sembrano uguali?

Andrea Cipolla


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