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Esclusioni eccellenti e delusioni cocenti

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Giulio Marini

Giulio Marini

Ugo Sposetti

Ugo Sposetti

Alberto Cataldi

Alberto Cataldi

Udc - Alessandro Romoli

Udc – Alessandro Romoli

Viterbo – Parecchi e felici e qualche scontento.

Le liste per le elezioni politiche e regionali sono state compilate non senza fatica e con parecchi mal di pancia.

Una doppia competizione che ha visto “imbarcare” un discreto numero di aspiranti consiglieri regionali, deputati e senatori. Spazio ce n’era. Per farsi una corsa in direzione della capitale, solo che il traguardo lo taglieranno in pochi.

I posti sul podio degli eletti sono limitati, ma qualcuno è rimasto al via. Saltando la corsa. C’è chi l’ha presa con filosofia, qualcuno è rimasto deluso e altri hanno deciso di mantenersi in allenamento in vista di prossime competizioni. Non si sa mai. Comunali e poi le europee.

Il più in vista tra quelli che saltano il giro è Giulio Marini. L’ex deputato, senatore, sindaco e presidente della provincia di Forza Italia, è stato dato a lungo come possibile nome, a rotazione in ognuna delle schede a disposizione il prossimo 4 marzo. Salvo, poi, rimanere fuori.

“Ho avanzato richieste – ammette Marini – ma mi è stato detto che non c’era spazio”. Poi, però, ha scoperto che nella lista plurinominale alla camera, su quattro, solo un candidato è di Viterbo. Non c’era spazio perché era tutto occupato da Roma e provincia.

Marini non ha gradito molto, ma va avanti.

Sempre nel centrodestra, un altro rimasto fuori è Alberto Cataldi (FdI). Le previsioni della vigilia lo davano come probabile nome da spendere alle regionali. Purtroppo, pure per lui, la corsa da Civita Castellana verso la capitale non è partita. Pure lui fa buon viso a cattivo gioco. “Il partito ha scelto – osserva Cataldi – del resto, io sono già stato più volte candidato, ho ricoperto ruoli, non posso esserci sempre. Comunque abbiamo scelto i migliori. Darò il mio contributo sia a Peruzzi in regione, sia a Rotelli alla Camera, la nostra massima espressione sul territorio”.

Non pare averla presa benissimo, sulle scelte effettuate da “Noi per l’Italia – Udc”, Alessandro Romoli. Amministratore conosciuto e apprezzato, sindaco di Bassano in Teverina e consigliere provinciale, ma soprattutto, vicecoordinatore regionale Udc e commissario provinciale.

La sua candidatura alla camera era data per scontata. Poi deve essere successo qualcosa e tutto si è bloccato. Preferito, si dice, a Simonetta Badini. Con precisione non si sa, ma si sa invece, della drastica scelta da parte di Romoli. Ha lasciato gli incarichi nel partito. Dimissioni irrevocabili, per come sono state redatte le liste alle politiche.

Il primo cittadino di Bassano in Teverina si ripropone di convocare persone politicamente a lui vicino per decidere il da farsi. Chi sostenere?

Sul fronte opposto, tra quelli rimasti ai blocchi di partenza, c’è un altro civitonico, Alessio Alessandrini. Pure lui, nel Pd era dato come possibile candidato, magari in parlamento. Poi, niente.

Chi ce l’ha fatta, chi no e chi un po’ e un po’. Appartiene alla speciale categoria, Sergio Caci.

Il sindaco di Montalto di Castro era dato per certo al senato con Forza Italia. Le liste sono uscite, ma non il suo nome. Poi la sorpresa. Candidato in regione con la lista di Stefano Parisi. In qualche modo, fa “concorrenza” al segretario provinciale FI, Dario Bacocco, pure lui in corsa per il consiglio regionale.

Menzione speciale per Riccardo Valentini. Il consigliere regionale Pd, eletto nel listino del presidente Zingaretti cinque anni fa, listino scomparso con la nuova legge elettorale, non si candida.

La menzione è per l’uscita di scena, in assoluto silenzio e un po’ alla Di Battista. Come il parlamentare M5s non si ripresenta, ma è a tutti gli effetti in campagna elettorale, responsabile del programma di Zingaretti.

Altra categoria, quella degli “autotrombati”.

Ci rientra a pieno titolo, Ugo Sposetti. Il senatore Pd uscente, ben prima che le liste si chiudessero, si è chiamato fuori dalla competizione, annunciando di non volersi ricandidare.

Scelta personale o annuncio dato prima che si sapesse che comunque non avrebbe trovato spazio, solo il baffo più famoso della politica viterbese può saperlo.

Giuseppe Ferlicca


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