Oriolo Romano – È finito a processo il 60enne che nel settembre del 2014 diede fuoco al chiosco di fiori di un’amica dell’ex amante nei pressi del cimitero di Oriolo Romano. Nell’ultima udienza è comparso davanti al giudice Giacomo Autizi il brigadiere dei carabinieri che il 20 settembre di quattro anni fa ha perquisito l’uomo e lo ha arresto per incendio doloso. “Nella sua auto, un fuoristrada bianco a diesel, abbiamo trovato due taniche di benzina vuote da 20 litri e alcuni accendini – ha raccontato il militare in aula -. E quella macchina puzzava di benzina”.
L’uomo, un 60enne di Tolfa (Roma), è stato individuato grazie al racconto della proprietaria del chioso incendiato. Secondo la ricostruzione della donna, costituita parte civile nel processo, l’imputato aveva avuto una relazione extraconiugale con una sua amica, sempre di Oriolo. Terminata la relazione, l’uomo non avrebbe accettato la separazione e avrebbe imputato all’amica dell’ex amante la colpa della fine della relazione.
La mattina del 20 settembre 2014, un sabato, la fioraia dopo aver chiuso il chiosco avrebbe notato la macchina dell’uomo vagare per Oriolo. Ma senza dare importanza al fatto si sarebbe recata a casa. Dopo qualche minuto ha però ricevuto la chiamata dei carabinieri che l’hanno avvertita dell’incendio, che ha completamente distrutto il chiosco e la merce per un valore di circa 70mila euro.
I carabinieri, dopo aver raccolto la denuncia della donna, hanno individuato il sospettato, che nel frattempo era tornato a Tolfa. Perquisito, gli avrebbero trovato nell’auto due taniche di benzina e alcuni accendini. Per il difensore del 60enne, l’uomo avrebbe usato quelle taniche per rifornire alcuni trattori di sua proprietà. Mentre gli accendini si giustificherebbero perché l’imputato sarebbe un fumatore.


