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“Manomesso il contatore del gas della villa di Fabrizio Bracconeri”

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Fabrizio Bracconeri

Fabrizio Bracconeri

Monterosi – Dal tribunale di “Forum” a quello di Viterbo. E non è la prima volta.

E’ ripreso ieri il processo per furto di gas metano a Fabrizio Bracconeri , l’ex ragazzo della terza C, Carletto di “College” e commesso di “Forum” ai tempi di Rita Dalla Chiesa. Parte offesa: l’Italgas.

Fatti commessi tra il 2011 e il 2013 a Monterosi, dove l’attore abitava fino cinque anni fa, in una villa del complesso residenziale Terre dei consoli. 

“Chiuso per morosità, dopo due anni abbiamo scoperto che il contatore era stato manomesso”, ha detto un operaio dell’azienda erogatrice. 

L’imputato non era presente in aula, davanti al giudice Roberto Migno. E nemmeno il suo avvocato, Stefano Marzano, anche lui tra i volti noti di “Forum”, edizione 2008-2014. 

Nominato dal giudice un avvocato d’ufficio, il processo è comunque andato avanti, per sentire l’operaio dell’Italgas che il 16 aprile 2013 ha scoperto il furto di metano. 

“Bracconeri non abitava più nella villetta, passata ad altri inquilini che ci hanno chiesto di riattivare la fornitura, che era stata interrotta per morosità il 26 maggio 2011”, ha spiegato l’operaio, un 57enne di Carbognano.

Al momento del riallaccio la sorpresa. “Mi sono subito accorto che il contatore era stato manomesso – ha proseguito l’operaio – e che i metri cubi non erano corrispondenti. Quando lo avevo chiuso, il misuratore segnava 5879, quando è ripartito segnava 8919, segnale evidente che era stato consumato metano anche successivamente”.

Il contatore, secondo il testimone, avrebbe erogato gas in esclusiva per quella abitazione, “ogni villa aveva il suo”, ma su input della difesa ha anche ammesso: “Era situato sul lato esterno del muro di recinzione, chiuso con uno sportello, ma facilmente apribile con una semplice pinza. Avrebbe potuto accedervi chiunque”. 

Per Bracconeri non è la prima volta davanti al tribunale di Viterbo. Nel 2012, anche allora difeso dall’avvocato Marzano, era finito a giudizio per calunnia, per la denuncia sporta dopo la scomparsa di un assegno di 5mila euro che si scoprì essere stato dato al titolare di una concessionaria come acconto per l’acquisto di un’auto. Il popolare attore ne uscì assolto con formula piena. 

Stavolta, per sapere come andrà a finire, bisogna aspettare il 10 ottobre. Per quella data, sempre che l’illustre imputato voglia comparire, sarà sentita la sua versione dei fatti. Quindi la sentenza. 

Silvana Cortignani


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