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“Marini ex sindaco inutile per la città e De Dominicis grillino inutile per i grillini”

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Filippo Rossi

Filippo Rossi

Viterbo - L'ingresso del teatro Caffeina

Viterbo – L’ingresso del teatro Caffeina

Viterbo – (g.f.) – “Giulio Marini e Gianluca De Dominicis inutili”. Due politici tra loro distanti, ma Filippo Rossi (Viva Viterbo) li avvicina, mettendoli insieme e non per fare loro un complimento.

L’esponente 5 stelle in consiglio comunale ha chiesto come mai al teatro Caffeina siano stati concessi due parcheggi di fronte all’ingresso, non in occasione degli spettacoli ma per quattro mesi. L’ex sindaco di Forza Italia si è accodato, sostenendo le tesi di De Dominicis.

A Rossi, che è candidato alle regionali con +Europa, l’osservazione non è piaciuta. Nemmeno un po’. E lo ha esternato via social. Generando un botta e risposta senza esclusione di colpi.

“Un ex sindaco inutile alla città (Giulio Marini) e un grillino inutile anche ai grillini (Gianluca De Dominicis) – spiega Rossi – se la sono presa perché i vigili urbani hanno tolto due posti auto di fronte al Teatro Caffeina per ragioni di sicurezza”.

Momentaneo scoraggiamento per il direttore artistico di Caffeina: “Poi dite che non deve venire la voglia di mollare tutto – osserva Rossi – ovviamente non molliamo per questo. Ma quello che penso è che questa gente, per parlare di Caffeina dovrebbe prima pulirsi la bocca. Loro nel frattempo cosa hanno fatto per la città? Cosa?”.

In attesa di un approfondito elenco, De Dominicis non ha perso tempo, replicando sempre via social. “Ho semplicemente spiegato che impedire la sosta per mesi, invece che solo in concomitanza con eventi del teatro, mi sembrava eccessivo – osserva De Dominicis – anche perché, al di fuori delle iniziative, nei locali c’è sostanzialmente un’attività commerciale che quindi dovrebbe avere (o no?) lo stesso trattamento delle altre, che posti liberi non hanno.

Avevo anche chiesto se fosse corretto porre vasi di fiori nei due spazi o se, come per tutti gli altri commercianti viterbesi, non fosse previsto un pagamento per occupazione di suolo pubblico”.

Domande, non polemiche. Ma visto che c’è De Domincis una nemmeno troppo piccola polemica la fa. “Se il consigliere Filippo Rossi fosse stato presente – osserva Rossi – avrebbe potuto magari confutare.

Certo, avrebbe dovuto presenziare in consiglio, cosa che non ha praticamente quasi mai fatto, tranne quando percepiva lo stipendio da presidente del consiglio o quando il suo voto ha di fatto salvato quest’amministrazione, e avrebbe dovuto perorare, da consigliere, una pratica di una associazione privata”.

De Dominicis non si sente inutile. “Sulla definizione di inutile grillino mi permetto solo umilmente di far notare che per rispetto di coloro che mi hanno votato, e diversamente da altri, ho presenziato praticamente sempre ai consigli comunali e alle commissioni consiliari, che sono i luoghi deputati per espletare la mia funzione di consigliere, cercando di portare avanti battaglie a tutela degli interessi di tutti i miei concittadini. E qualche risultato per i viterbesi (tutti, non solo qualche specifica associazione) nonostante tutto lo abbiamo raggiunto.

Magari, se fosse stato più presente se ne sarebbe accorto anche Filippo Rossi”.

Finita qui? Manco per sogno. Rossi non ci sta a passare da inutile e ritiene utile replicare: “Si può essere inutili stando tutti i giorni in consiglio – osserva Rossi – avendo oltretutto diritto al permesso dal lavoro perché impiegati pubblici.

La politica non è burocrazia non è timbrare il cartellino per farsi belli con le statistiche. Io penso di essere stato utile alla città per quello che ho fatto senza prenderci un euro.

Il mio lavoro è un altro e tutte le attività culturali di Caffeina sono un mio impegno sociale del tutto volontario e gratuito. Quel consiglio che tu tanto rispetti per me era tanto inutile da farmi prendere la decisione di dimettermi da presidente del consiglio, rinunciando a 1800 euro al mese che avrebbero fatto comodo a chiunque. A me tantissimo. Magari solo per donarli alla Fondazione Caffeina Cultura. Ma la mia coerenza mi ha portato a rinunciare a quella poltrona. Io faccio le mie battaglie e tu le tue. Evidente non coincidono. Bene così”. 


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