Arlena di Castro – (sil.co.) -“Una bambina incinta in una casa infestata dai topi e senza corrente elettrica con un cavo allacciato a un lampione”. Così hanno descritto la vittima i carabinieri intervenuti il 9 febbraio 2014 in un appartamento apparentemente disabitato di via Roma, ad Arlena di Castro.
A carico del proprietario due processi: uno per sottrazione di minore e l’altro per furto aggravato di energia elettrica.
A far scattare il blitz, l’allarme lanciato dal sindaco in seguito alla segnalazione del “fantasma di una bambina” che si sarebbe aggirato nell’abitazione.
La “bambina” era in realtà una ragazza di 17 anni, anche se apparentemente più piccola, in avanzato stato di gravidanza, incinta del proprietario dell’abitazione, un italiano quarantenne, che l’avrebbe presa in Romania direttamente dai genitori, barattandola con un furgone.
L’uomo, già sotto processo per sottrazione di minore, lunedì era davanti al giudice per il furto aggravato di energia elettrica.
“Quando la giovane ci ha aperto la porta – hanno spiegato – dentro c’era il degrado più totale, roba da far vomitare, con topi che giravano dappertutto e lei, che pareva una bambina, senza documenti. Il contatore della luce era staccato, ma il campanello funzionava e c’era una stufetta accesa. Allora abbiamo scoperto che c’era un cavo volante allacciato a un lampione della strada”.
L’imputato l’avrebbe tenuta segregata in casa, senza corrente e senza documenti: “Lei non li aveva quando siamo entrati, e non parlava italiano. Attraverso l’interprete ci ha detto che il proprietario di casa era il suo amante. L’abbiamo rintracciato poco dopo in paese e per l’appunto aveva i documenti della ragazza in tasca”.
La diciassettenne incinta venne affidata all’ospedale di Belcolle, ma verso le tre della stessa notte l’imputato sarebbe andato a prenderla e se la sarebbe portata via.
Il processo per sottrazione di minore riprenderà il 17 maggio. Quello per furto aggravato d’energia elettrica il 10 settembre.
