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“Prematuro parlare di semilibertà, per Guede solo permessi premio”

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Rudy Guede il suo primo giorno di lavoro

Viterbo – Rudy Guede il suo primo giorno di lavoro

Viterbo - Omicidio Kercher - Rudy Guede a cena al ristorante Il Richiastro

Viterbo – Rudy Guede a cena fuori durante un permesso

Viterbo – (sil.co.) – Prematuro parlare ora di semilibertà per Rudy Guede, anche se l’ivoriano che sta scontando a Mammagialla una condanna a sedici anni di reclusione per l’omicidio di Meredith Kercher potrebbe presentare istanza entro la fine di quest’anno.

E’ l’efferato delitto commesso a Perugia la sera del primo novembre del 2007. Meredith aveva aderito al programma Erasmus, ed era giunta in Italia nel settembre 2007. E’ stata assassinata nell’appartamento che condivideva con altre tre ragazze, una statunitense e due italiane, queste ultime assenti il giorno dell’omicidio.

Rudy Hermann Guede, che ha optato per il rito abbreviato, è stato definitivamente condannato per concorso in omicidio e violenza sessuale con sentenza della corte di cassazione, prima sezione penale, in data 16 dicembre 2010 (in primo grado 30 anni, appello 16). 

Detenuto nel carcere di massima di sicurezza di Viterbo, nel 2017 ha scontato i primi dieci anni di reclusione, avendo superato abbondantemente da tempo la metà pena.

“Parlare di semilibertà ora è prematuro – spiega l’avvocato Fabrizio Ballarini, del foro di Viterbo, commentando la notizia diffusa in queste ore dall’Ansa, secondo cui la difesa starebbe già lavorando all’istanza – i termini scadranno entro il 2018, ma ci penseremo quando sarà il momento”.

“Per adesso – ribadisce il legale – non stiamo lavorando per predisporre alcuna istanza di semilibertà”. 

Ballarini ha quindi confermato come Rudy Guede prosegua con il lavoro esterno al carcere: “Tutto fila liscio, non c’è mai stato alcun problema, Rudy si sta comportando in maniera eccellente”. 

Oltre al lavoro esterno, scontata oltre metà pena, Guede usufruisce come tutti gli altri detenuti nelle sue stesse condizioni di giorni di permesso: “Anche adesso è in permesso – prosegue l’avvocato Ballarini – sono 7 giorni ogni 45 giorni per un totale di non più di 45 giorni l’anno”. 

Condannato con il rito abbreviato, il fine pena è previsto nei primi mesi del 2022. L’ivoriano ha già usufruito di diversi permessi premio grazie ai quali è anche tornato a Perugia ospite di una sua ex maestra delle elementari. Durante la detenzione si è laureato ed è stato poi ammesso al lavoro esterno. 

In carcere è rinchiuso in una cella del reparto semiliberi con altri detenuti comuni e non più nella sezione riservata a chi è stato condannato per le violenze sessuali. 

Oggi nel frattempo la cassazione è chiamata a decidere sul ricorso della difesa di Guede contro la decisione della Corte d’Appello di Firenze, del  10 gennaio 2017, che ha dichiarato inammissibile la richiesta di riaprire il caso per contrasto tra giudicati, vita l’assoluzione dei coimputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito.



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