Viterbo – Cinquanta euro di sponsorizzazione da parte di un pasticcere al depliant della festa patronale finiscono in tribunale. Parte civile la pro loco di Calvi dell’Umbria, assistita dall’avvocato Daniela Cecchetti del foro di Terni.
Sul banco degli imputati un cinquantenne viterbese che all’epoca, nel 2016, si occupava di stampare pieghevoli per ricavarne pubblicità, difeso da Franco Taurchini.
Il processo è entrato nel vivo nei giorni scorsi davanti al giudice Giovanni Pintimalli. L’uomo è accusato di diffamazione aggravata per avere insinuato che una componente della pro loco di Calvi dell’Umbria, addetta da sempre alle sponsorizzazioni, si era fatta dare 50 euro da un pasticcere ternano, sponsor affezionato del pieghevole della festa patronale di San Pancrazio, spacciandosi per lui.
Il tutto in una lettera, inviata per conoscenza anche al sindaco, letta davanti all’intero consiglio direttivo dell’associazione.
“Oltre a fare parte della pro loco – ha detto la donna – sono anche un’artigiana e quando in paese si è sparsa la voce che mi ero presa dei soldi che non mi spettavano, non è stato bello”. Poi ha spiegato come la pro loco del comune umbro editi un giornalino, “Al grido di”, che da decenni per la festa patronale raccoglie, col gratuito patrocinio del Comune, sponsorizzazioni in modo da poter pubblicare il programma e fare le locandine dell’evento.
Nel 2016, a sorpresa, è spuntato il concorrente viterbese, anche lui con il logo della pubblica amministrazione, come ha confermato al giudice del tribunale di Viterbo lo stesso sindaco di Calvi, Guido Grillini.
“L’imputato ha chiesto il gratuito patrocinio del Comune – ha spiegato il sindaco Grillini – per fare dei depliant per pubblicizzare San Pancrazio e noi gli abbiamo concesso l’utilizzo del logo, anche perché in cambio si è impegnato a devolvere al Comune e alla parrocchia, in parti eguali, una parte della somma ricavata dalle eventuali sponsorizzazioni”.
Il problema si sarebbe posto quando sia la pro loco, sia lo “stampatore” viterbese hanno contattato il pasticcere di Terni, storico sponsor della manifestazione, chiedendo entrambi la somma di 50 euro per inserire il suo esercizio commerciale sul pieghevole di San Pancrazio.
L’artigiano, secondo l’avvocato di parte civile Cecchetti, avrebbe optato per la sola pro loco, versando la somma alla solita addetta dell’associazione e negandola all’imputato che pure si è presentato per l’incasso. Il viterbese a quel punto avrebbe scritto la lettera, facendo le insinuazioni che gli sono costate il processo.
Entro l’estate la sentenza, ma il giudice vuole sentire prima la versione del pasticcere che, cosa curiosa, né l’accusa, né la difesa avrebbero inserito tra i testimoni.
