Viterbo – Testa a testa tra centrodestra e centrosinistra. Testa a testa tra Fioroni e Rotelli.
E’ questo il dato di fondo del sondaggio Deligo realizzato nel collegio della camera 15 Viterbo e provincia. In pratica il confronto più eminentemente politico della tornata elettorale del 4 marzo.
Questa la domanda fatta dai sondaggisti al campione di seicento elettori viterbesi: “Nel collegio 15 di Viterbo all’uninominale, chi voterà?”.
Secondo il sondaggio sulle intenzioni di voto Deligo, la coalizione di centrodestra (FI, Lega, FdI, Noi con l’Italia+ Udc) si attesterebbe al 32,3% davanti al centrosinistra (Pd, +Europa, Psi, Lorenzin, Insieme) che arriva al 30,7%.
Il Movimento 5 stelle arriverebbe al 25,4%, Liberi e uguali al 5,8%, Casapound al 4,1%, altri 2,7%.
Il primo partito sarebbe il Pd con il 24,3%. FI si attesterebbe al 17,3%.
Questo il dato per gli altri partiti: Lega 6,1%, FdI 6,6%, Noi con l’Italia + Udc 2,3%, +Europa 2,9%, Psi 0,7%, Lorenzin e Insieme 2,8%, altri 2,7%. Gli indecisi secondo il sondaggio sarebbero il 19,1%.
Differente il risultato dei candidati. Secondo il sondaggio, Giuseppe Fioroni perderebbe di meno rispetto alla coalizione, rispetto a Mauro Rotelli.
Fioroni sarebbe in testa con il 29,8% mentre Rotelli si attesterebbe al 28,5%. Poco più dell’uno per cento di differenza (1,3%). Un reale testa a testa, visto che il margine di errore del sondaggio Deligo è del 4%.
Questo il risultato degli altri candidati all’uninominale: Elisa Galeani (M5s) raggiunge appena il 17,2%, segnando lo scarto più ampio con il risultato del suo partito; Patrizia Berlenghini (Liberi e Uguali) 5%; Umberto Ciucciarelli (2,9%); altri (Roberta Leoni, Massimo Recchioni, Guido Pianeselli) 4,5%.
Gli indecisi secondo il sondaggio sarebbe il 12%.
Ultimo dato interessante. +Europa con la leader Emma Bonino perfino a Viterbo sfiorerebbe il 3%, raggiungendo il 2,9%. Se Emma Bonino dovesse raggiungere il 3% a livello nazionale potrebbe avere un gruppo autonomo in parlamento e creerebbe non pochi problemi politici al Pd.
Deligo sottolinea che il sondaggio “evidenzia differenze importanti fra intenzioni di voto ai candidati con quelle dei relativi partiti di riferimento”. Il sondaggio è stato appositamente realizzato sia sulle intenzioni di voto per i partiti che per candidati, pur nella consapevolezza che non c’è la possibilità di voto disgiunto dalla coalizione o dal partito.



