Bagnoregio – Una piccola folla festosa incline al ricordo e al sogno a occhi aperti.
Numerose le famiglie, ieri pomeriggio, in località Serrona, gli studenti, giovani e giovanissimi, le coppie d’innamorati, i passionisti del paesaggio e della cultura locale. Pieno successo, ieri pomeriggio, nelle campagne intorno a Bagnoregio, per la passeggiata/racconto organizzata dai Civita Writers di Emiliano Macchioni e Banda del racconto in collaborazione con Magna Civita e Porti della Teverina.
Il tema: la casa rustica abbandonata di Bonaventura Tecchi, casa narrante a pieno titolo, carica di una poetica dell’infanzia degna di Leopardi. Gli ingredienti della felice riuscita? Giove Pluvio che all’improvviso apre per la comitiva itinerante un’inattesa finestra di sole, accende l’arcobaleno e irrora Civita di una commovente “gloria di luce”.
La presenza nel pubblico, discreta e pensosa, di Valentina, una delle ultime eredi dello scrittore bagnorese. Poi spunta Marcella: la bambina di un tempo, immortalata da Tecchi col nickname di “Occhi Belli” in alcune fra le sue pagine più belle (tanto tempo è passato, ma gli occhi belli non mentono mai: sono ancora splendenti).
Poi la calda ospitalità e il buon vino a fine percorso, a Magna Civita, nel delizioso locale di Massimo Fordini Sonni e Maria Teresa Marsilia, che insiste in una casa ricca anch’essa di memorie tecchiane. Un tavolino apparecchiato con vecchie e nuove edizioni delle opere tecchiane (da I Villatàuri agli Egoisti a Antica terra).
Alcuni ritagli da quotidiani di cinquant’anni fa, con resoconti e fotografie dei funerali di Tecchi. E per concludere. Il fotoreportage di Marco D’Aureli di Banda del racconto. I versi, semplici umani delicati del genius loci della valle dei calanchi, Realino Dominici.
Le voci calde, ricche d’incantagione con cui i maestri Gianni Abbate (ospite straordinario) e Pietro Benedetti hanno saputo riportare gli alti e tormentati idilli tecchiani nei luoghi che li ispirarono. E infine, perché no, la ineccepibile conduzione “critica” del sottoscritto. Ora viene la primavera.
Quando faremo tappa sull’altro versante dei calanchi, a Lubriano, nei pressi di un’altra affascinante casa narrante, quella del grande scrittore Juan Rodolfo Wilcock, che volle eleggere l’appartato comune della Teverina a propria, amata e controversa, seconda patria: mi raccomando, tenetevi pronti, vi aspettiamo!
Antonello Ricci








