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Braglia attacca, Camilli risponde: “Non ha mai vinto niente”

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Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli

Sport - Calcio - Piero Braglia

Sport – Calcio – Piero Braglia

Sport - Calcio - Viterbese - Daniele Celiento

Sport – Calcio – Viterbese – Il match contro il Cosenza

Viterbo – (s.s.) – Scintille in campo e anche fuori tra Viterbese e Cosenza.

La classe arbitrale, suo malgrado, è da sempre il soggetto principale delle discussioni tra tifosi dopo le partite di ogni categoria.

Molte volte, però, a prendere parte alla diatriba pallonara sono anche i tesserati, che inaspriscono ancora più i toni rispetto a quanto farebbero i singoli supporter.

Campo al limite della praticabilità, due cartellini rossi e un calcio di rigore sono un curriculum di tutto rispetto per la generazione di un postpartita polemico e così, dopo i novanta minuti sul campo, il match tra Viterbese e Cosenza si è spostato in sala stampa.

A decidere la semifinale d’andata giocata ieri al Rocchi sono stati l’autogol di Pascali e le reti di Jefferson e De Sousa (dagli undici metri), inframezzate dalla marcatura di Bruccini per il definitivo 3-1. Il tutto con le espulsioni di Mungo e Loviso a fare da cornice, e che tra il 6′ e il 55′ hanno lasciato i calabresi i nove uomini.

Sul banco degli imputati, almeno per quanto riguarda il tribunale rossoblù, c’è finito Matteo Proietti di Terni, prima arbitro e poi protagonista della contesa tra le società.

“Non amo parlare di cose esterne – ha spiegato Piero Braglia dopo l’incontro – ma in casi come questo sta nell’intelligenza di chi arbitra. Il fallo che ha provocato la seconda espulsione non c’era. Non non siamo venuti a Viterbo per farci prendere in giro da una persona che abita a trenta chilometri da qui. L’arbitro ha avuto un atteggiamento antipatico che non ho mai trovato in quarant’anni di carriera. Tutto il resto sono chiacchiere. Al ritorno proveremo a ribaltare il risultato, non ci riteniamo sconfitti e faremo di tutto per cercare di passare il turno. Eravamo venuti qui per giocare a calcio ma tra campo e direttore di gara non è stato possibile“.

Una buona dose di polemica, per usare un eufemismo. Che ha suscitato la dura replica di Piero Camilli.

“La Viterbese è in silenzio stampa – ha spiegato il numero uno gialloblù – ma dopo le dichiarazioni di Braglia reputo opportuno intervenire. Il Cosenza ha fatto la caccia all’uomo e un ottimo arbitro ha cacciato due giocatori. Questo è un arbitro vero, il prossimo anno sono sicuro che andrà in serie B. Sono piovute minacce come ‘Ci vediamo a Cosenza’. Detto questo faccio i complimenti ai ragazzi e anche al pubblico. La partita potevamo chiuderla prima ma il 3-1 è un risultato buono. A Cosenza sarà una guerra? Fossero queste le guerre, queste sono cavolate. Poi mercoledì c’è la televisione e sarà tutto diverso. Braglia è questo, non ha vinto mai niente ed è l’anti calcio. Il calcio è uno sport, non una guerra”.

Nel frattempo, il match di ritorno tra Pontedera e Alessandria ha stabilito la prima finalista dell’edizione 2017-2018. A strappare il pass sono stati i grigi, che dopo il doppio 0-0 nei 180 minuti complessivi si sono imposti per 3-0 ai calci di rigore.

Samuele Sansonetti


Coppa Italia serie C
semifinali di andata

Alessandria – Pontedera 0-0 (mercoledì 21 febbraio)
Viterbese – Cosenza 3-1 (martedì 6 marzo)

Coppa Italia serie C
semifinali di ritorno

Pontedera – Alessandria 0-3 d.c.r. (martedì 6 marzo)
Cosenza – Viterbese (mercoledì 14 marzo)

 


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