Viterbo – (g.f.) – Laureato da 43 anni, per 30 anni medico di famiglia e ufficiale sanitario, ha poi scelto la strada di medico del lavoro.
Bruno Poponi, a 68 anni, ha deciso di scendere in politica per le prossime comunali, non affidandosi a un partito, piuttosto a un movimento civico. Non uno a caso, ma Viterbo 2020 di Chiara Frontini.
“I politici li conosco tutti – spiega Poponi – sono viterbese e finora sono rimasto fuori da ogni tentativo d’essere aggregato, mi ritengo di sinistra ma oggi la sinistra è cambiata. A Napoli la borghesia ha votato Pd e la parte popolare i 5 stelle”.
Il settore sanità, in particolare, dovrà essere il suo pane quotidiano, l’impegno di Poponi, secondo nome svelato da Frontini dopo Alfonso Antoniozzi, versante cultura.
“Vedo la città peggiorare anche sotto l’aspetto igienico – osserva Poponi – quotidianamente ci sono segnalazioni su qualcosa che non va. Pure la sanità vive momenti difficili. Un tempo, un medico poteva chiamare un collega in ospedale e risolvere un’emergenza. Oggi, per via dei filtri che ci sono, se serve una prestazione urgente, al massimo puoi ottenere una visita intra moenia o mandare l’assistito a pagamento”.
Sul fronte politico, vede una scarsa attenzione da parte di una politica ormai abituata a non metterci la faccia. “Ho analizzato le recenti elezioni – spiega Poponi – a vincere sono stati i due schieramenti che hanno parlato alla gente, sono scese in piazza.
Nessuno si presenta con la propria faccia. Chiara la seguo da anni, è sempre presente con la sua capacità d’aggregare, sensibilizzando le persone. Se tutti entrassero in quest’ottica, ne gioveremmo tutti”.
Soprattutto, la vede pronta. “Chi lo ha detto che una giovane donna non può governare? Cosa deve aspettare, d’avere 80 anni? Ha svolto per cinque anni un duro lavoro all’opposizione, è preparata, trova le soluzioni. Poteva fare la snob, invece ha scelto di partire dal basso, andando anche a pulire le strade”.
La ragione per il suo sì a Viterbo 20220, invece: “Ho scelto di aderire – precisa Poponi – per fare qualcosa, dare il mio contributo. Non mi serve fare bella figura, non ho bisogno di un’occupazione e non ho interessi da coltivare.
Per 30 anni sono stato medico di famiglia, poi mi si è prospettato lo sbocco di medico del lavoro, nel mio centro medico serviva qualcuno che lo facesse. Avrei potuto svolgere entrambe le attività, ma ho fatto la mia scelta”.
L’arrivo di Poponi per Frontini è un altro passo avanti. “Il nostro movimento civico vuole dimostrare – osserva Frontini – d’avere un progetto solido, concreto e fattibile, con dietro una squadra credibile e preparata per portare avanti le idee. Progetti concreti su gambe credibili.
Bruno Poponi è un medico affermato, si occuperà della parte sanitaria”.
Il messaggio è chiaro: “Ribattiamo a chi dice, ma tanto ‘ndo vanno? Un refrain che ci sentiamo ripetere dai nostri detrattori. Invece, stiamo mettendo i tasselli per far capire che la nostra è una squadra qualificata, composta da gente per bene. Ogni giorno si presentano persone, entrano in contatto col movimento, ci chiedono di candidarsi.
C’è voglia di mettersi in gioco. Non so se altrove accade o se avviene con lo stesso spirito”.




