Viterbo – Una relazione sentimentale di neanche tre mesi con una donna sposata, finisce per un uomo di Vetralla in un processo per violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti in famiglia. Ma al momento lui, a causa di un incidente, non sarebbe in grado di ricordare e quindi di difendersi.
Parti civili la presunta vittima e il centro antiviolenza Erinna. Ma in seguito alla perizia psichiatrica chiesta dalla difesa e disposta dal tribunale, il processo è stato ora sospeso per sei mesi, dopo di che l’imputato sarà nuovamente visitato e si vedrà come procedere.
I fatti risalgono a cinque anni fa, ma l’imputato nel frattempo ha avuto un incidente ed è rimasto per mesi in coma apparentemente irreversibile, dal quale si è miracolosamente risvegliato, ma con enormi vuoti di memoria.
Nonostante l’accusa di maltrattamenti in famiglia, la coppia non avrebbe convissuto un giorno. Protagonista della vicenda un uomo che, poco prima di Natale del 2013, ha allacciato una relazione sentimentale con una giovane che per lui avrebbe mollato l’altro, trasferendosi dai suoi e iniziando a fare la spola tra la casa della madre e l’abitazione del neo-fidanzato. La donna lo ha denunciato nella primavera del 2014, due volte nell’arco di un mese.
La prima per lesioni, portando come prova delle fotografie dei lividi e delle escoriazioni che lui avrebbe provocato, ma nessun referto medico. La seconda denunciando due presunte violenze sessuali, una delle quali a storia appena iniziata, che però non le avrebbe impedito di continuare a frequentare la casa del picchiatore-violentatore per altri tre mesi, portando con sé il figlioletto in tenera età nato dalla precedente relazione.
Martedì scorso, davanti al collegio, la psichiatra viterbese Cristiana Morera ha illustrato le conclusioni della perizia sollecitata dal difensore Antonella Fiore Melacrinis, cui ha sottoposto l’imputato. Si è scoperto così che l’uomo, a causa di un incidente, tre anni fa è finito in uno stato di coma apparentemente irreversibile, da cui si è miracolosamente risvegliato dopo mesi, ma con vuoti di memoria difficili da colmare.
“Nel frattempo il paziente ha fatto grossi progressi, per cui non escludo un’ulteriore ripresa – ha detto la consulente – ma al momento è incapace di seguire in maniera cosciente il giudizio, quindi va rivalutato più avanti”.
Il collegio ha disposto per l’imputato la nomina di un curatore speciale, sospendendo il processo fino all’11 settembre, quando sarà disposta un’altra perizia psichiatrica, per valutare se ci siano stati miglioramenti tali da rendere possibile all’uomo la partecipazione attiva e cosciente al processo.
Silvana Cortignani
