Campagnano – “Danni ambientali e alle casse dello stato”. Perché lo smaltimento di quelle sessantacinque mila tonnellate di rifiuti speciali, se regolare, sarebbe costato 500mila euro. Lo ha detto il comandate provinciale della Guardia di finanza di Viterbo, Giosuè Colella, al Tg1.
Le fiamme gialle di Civita Castellana hanno sequestrato un’area di oltre 15mila metri quadrati nell’autodromo di Vallelunga (Campagnano di Roma). Una collina artificiale, adiacente alla pista e ben visibile dalle strade che costeggiano il circuito, con una voragine di 7mila metri quadrati, riempita con cemento, ferro, plastica e fresato di asfalto.
“Quella collinetta artificiale prima non c’era – spiega il comandante Colella -. Dove ora c’è la terra smossa, una volta c’erano gli alberi. Ci siamo insospettiti dopo aver visto dei movimenti sospetti di camion, che coincidevano con il periodo di ristrutturazione dell’autodromo”.
Dal 2017 il circuito ha subito un importante restyling. E anche le storiche tribune sono state abbattute per lasciar spazio a un nuovo impianto. Ma, secondo gli inquirenti, la vecchia struttura una volta smantellata sarebbe stata interrata.
Black Hole è il nome dell’inchiesta, coordinata dalla procura di Tivoli che ha aperto un fascicolo per abbandono e gestione di rifiuti non autorizzata.
“Siamo sereni, era solo una soluzione provvisoria – si difende la direzione del circuito -. Quei rifiuti erano stoccati lì per poi essere smaltiti”.



