Orte – Fermato al casello autostradale con una valigetta rossa dentro la quale erano nascosti dieci chili di hashish, è stato condannato a due anni e rimesso in libertà grazie alla sospensione condizionale della pena.
Sul banco degli imputati un cittadino statunitense, recluso a Mammagialla dal 20 settembre scorso quando fu arrestato dai carabinieri di Orte all’uscita dell’Autosole.
Dopo sei mesi in carcere, ieri mattina è comparso scortato dalla polizia penitenziaria davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone per il processo, difeso dall’avvocato Michela Passaro del foro di Roma, che ha chiesto il patteggiamento, rito alternativo grazie al quale ha ottenuto lo sconto di un terzo della pena.
Quando è stato arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio, era in macchina con un italiano, diretti da Roma a Perugia, con dieci chili di hashish nel bagagliaio dell’auto, nascosti in una valigetta rossa.
La coppia, che si trovava a bordo di una vettura di grossa cilindrata, è stata fermata a un posto di blocco nei pressi del casello autostradale dopo che, alla vista dei militari, il conducente aveva sterzato vistosamente come per raggiungere il centro abitato di Orte.
I due uomini, provenienti da Roma Ciampino e diretti a Perugia, sono stati sottoposti a controllo e, a seguito della perquisizione dell’auto, i carabinieri hanno rinvenuto nel bagagliaio la valigia rossa piena di droga, con il sigillo di una linea aerea sul manico.
Nella valigia i militari avrebbero trovato 10 panetti di circa un chilo l’uno di sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di circa 10 chili. Oltre a 1300 euro in contanti, anch’essi sottoposti a sequestro come la droga, per i quali ieri è stata disposta la confisca. Lo statunitense, inoltre, è stato condannato al pagamento di una maxi multa di 22.222 euro.
Dopo la sentenza è stato subito rimesso in libertà.
Silvana Cortignani
