Viterbo – E a porta Romana scoppia quasi la rissa. Mercoledì ore 13. Dentro le mura, mezzi al lavoro per rimuovere la neve da san Sisto verso via Garibaldi. Fuori, il traffico di tutti i giorni, un po’ meno del solito, visto il maltempo e le strade non esattamente sgombre.
A dividere il fuori dal dentro, un camion della ditta che sta intervenendo. Per impedire l’accesso. Alla guida non c’è nessuno. Lasciato lì, come tappo.
Passa qualche minuto e la fila delle auto che vogliono accedere si allunga. Da destra e da sinistra, tutti fermi davanti a porta Romana. Ci mettono un po’ a capire che alla guida non c’è nessuno.
Qualcuno comincia a spazientirsi. Concerto di clacson, ma non basta. Un automobilista, piuttosto di fretta e parecchio spazientito, scende dalla macchina. Vede un operaio e gli dice di spostare il mezzo. La replica è: “Non è il mio”.
L’uomo non pare molto interessato alla proprietà. Vuole che sia spostato e subito. Si discute per un po’. Alza la voce. Ha impegni, la figlia da riprendere e non può perdere tempo. Una donna ribadisce d’avere già chiesto di spostare di qualche metro il mezzo. Non sembra esserci soluzione. Fino al colpo di scena che si materializza sotto il suono di una sirena. È un’ambulanza in arrivo a convincere di spostare il camion. Deve passare. E così è.
Lo stesso, le auto. Entrano, ma fanno solo qualche metro. Ci sono ruspe e mezzi all’opera e non possono passare. In realtà non sarebbero nemmeno dovute entrare. A saperlo. Forse avrebbe dovuto esserci qualche addetto fuori porta Romana a spiegare agli automobilisti che l’accesso era interdetto, invece di abbandonarli a se stessi.
Meno male che nel frattempo arriva una pattuglia della polizia a riportare la situazione alla normalità, per quanto possibile.
Peccato che intanto sia entrato pure un tir. Ma con la strada in quelle condizioni, a piazza del Comune, sua destinazione, ci potrebbe arrivare solo pattinando. Pure lui deve fermarsi, mettersi in fila e aspettare che i mezzi puliscano.
Intanto passano anche a gettare il sale. Dovrebbe essere una macchina spargisale. Sembra una spara sale, per la velocità e la potenza con cui è espulso. Lo notano alcuni ragazzi che assistono al suo passaggio. Mentre lungo la strada, un signore passa, vede lo stato in cui versano i marciapiedi ed esclama: “’Sto comune vale oro quanto pesa”. Considerazione vagamente ironica?
Giuseppe Ferlicca



