Bomarzo – (f.b.) – Le recinzioni distrutte, il podere martoriato e gran parte del gregge dilaniato.
E’ la scena terribile che si è trovato di fronte un allevatore di Bomarzo qualche mattina fa. L’ennesimo danno da fauna selvatica che ancora una volta assesta un durissimo colpo all’economia agricola viterbese e, più in generale, all’intero ecosistema della Tuscia.
E la Coldiretti non ci sta.
“Non possiamo più aspettare – commenta il presidente Mauro Pacifici -. Episodi come questo ci fanno capire quanto sia urgente intervenire per tracciare un percorso concreto che provi ad arginare un problema enorme che coinvolge tutti. Perché se è vero che i primi a pagarne le conseguenze sono gli addetti del settore, non bisogna dimenticare che gli animali selvatici in sovrannumero possono avvicinarsi in maniera pericolosa anche alle abitazioni e, quindi, alle persone”.
L’appello è rivolto alle istituzioni e nello specifico ai sindaci, primi responsabili della pubblica incolumità.
“Vogliamo che sia istituito al più presto un tavolo di concertazione – prosegue Pacifici – con i primi cittadini della Tuscia. Alcuni di loro li abbiamo già contattati e si sono dichiarati disponibili a cercare soluzioni quanto prima. Intanto ho anche informato l’assessore regionale Carlo Hausmann che ha subito contattato l’allevatore colpito per manifestargli tutta la sua vicinanza e l’impegno a risolvere il problema una volta per tutte”.
Stando ai primi sopralluoghi sembrerebbe che ad aver colpito il gregge siano stati sia cinghiali che lupi.
“Il fatto che le due specie possano aver agito insieme o comunque in tempi diversi, ma a stretto giro – commenta il direttore di Coldiretti Alberto Frau – dà l’idea di quanto queste siano in sovrannumero. La fauna selvatica è arrivata a un punto di saturazione esagerato che preoccupa gli allevatori, gli agricoltori e l’incolumità delle persone, bambini compresi”.
I vertici di Coldiretti chiedono soluzioni in tempi brevi anche perché i danni da fauna selvatica sono, purtroppo, soltanto una delle troppe piaghe delle quali sono vittime gli agricoltori.
“Quando questo allevatore mi ha chiamato per avvisarmi – prosegue ancora Pacifici – era arrabbiato, ma anche deluso, amareggiato e stanco. Stanco di essere costretto a fare il guardiano di notte del suo terreno, dopo averlo lavorato tutto il giorno. Una situazione invivibile che si somma ai danni già incassati per colpa della siccità dei mesi scorsi e della gelata anomala di qualche settimana fa”.
Gli interventi richiesti non sono, ci tengono a sottolineare i vertici di Coldiretti, una “guerra” nei confronti degli animali. Tutt’altro.
“Noi non siamo né carnefici né irresponsabili – conclude il presidente Pacifici -, ma quando alcune specie sono in esubero si rompe un equilibrio naturale che può provocare conseguenze gravissime. Il fenomeno quindi va arginato prima che ci sfugga di mano”.






