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Far west nel salone di bellezza, la coppia torna in libertà

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

 

L'avvocato Domenico Gorziglia

L’avvocato Domenico Gorziglia

Viterbo – Un inatteso benservito tra una coppia di parrucchieri, lei italiana 49enne e lui tunisino 29enne, dietro il far west sfociato nell’arresto del 29enne e di un 20enne egiziano. 

“Non volevamo ammazzare nessuno”, hanno ribadito più volte entrambi al giudice. “Giusto il controllo e la repressione, giusto riconoscere ogni diritto a chi lavora e si inserisce nel nostro territorio”, sottolinea il difensore del parrucchiere tunisino.

Il retroscena è emerso davanti al giudice Gaetano Mautone che, convalidando entrambi i fermi, ha rimesso in libertà gli arrestati, difesi dagli avvocati Samuele De Santis e Domenico Gorziglia, rinviando il processo per direttissima al 4 maggio.

I due giovani, per i quali è stato disposto il solo obbligo di firma, tre volte la settimana in questura, sono accusati di violenza privata, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

E’ il seguito giudiziario del parapiglia scoppiato nel primo pomeriggio di mercoledì in un salone di bellezza del parco commerciale “Città dei papi”, sulla Cassia Nord, alle porte di Viterbo. 

“Adesso sono io l’amministratrice unica, per cui vattene”, avrebbe detto al parrucchiere e modello 29enne d’origine tunisina, socio al cinquanta per cento dell’attività, la co-titolare italiana del centro estetico.

Al che lui, che al giudice ha detto di sentirsi vittima di una truffa, avrebbe puntato i piedi, rifiutandosi di uscire dal negozio. “Fino al giorno prima – ha spiegato il 29enne – ero io l’amministratore unico, poi lei si è messa d’accordo col commercialista senza dirmi niente, per cacciarmi”. 

Sul posto si è precipitata la polizia. La situazione sarebbe precipitata quando, mentre gli agenti si facevano spiegare dalla 49enne il motivo del contendere, il 20enne egiziano, rimasto fino a quel momento in un angolo, si sarebbe messo in mezzo, armandosi di due coltelli da cucina, branditi uno per mano come pugnali e gettati a terra solo quando un poliziotto, per convincerlo, è stato costretto a puntargli la pistola di servizio.

Non contento, allora, sempre il 20enne, ha preso in una mano un rasoio aperto e nell’altra un paio di forbici, tornando a farsi sotto. A quel punto, per neutralizzarlo, agli agenti non è rimasto che ricorrere allo spray al peperoncino. 

Momenti di altissima tensione. All’arrivo della polizia, il 29enne tunisino avrebbe cercato il “contatto fisico” con la ex socia 49enne, barricandosi dietro il bancone per non uscire dal negozio.

A farne le spese un poliziotto che, dopo averlo ammanettato, avrebbe cercato inutilmente di portarlo all’esterno, finendo entrambi rovinosamente a terra.

Da quel momento sarebbe intervenuto nella gazzarra anche il 20enne egiziano che, tra l’episodio dei coltelli e quello delle forbici e del rasoio, avrebbe anche messo a soqquadro il locale, scagliando sul pavimento due pesanti bottiglie di profumo e raccogliendo i cocci pronto a usarli come arma. 

Concitato il finale. Bloccato il 19enne con lo spray al peperoncino, per lui sono scattate le manette. A quel punto, vista la mala parata, il 29enne avrebbe tentato di svignarsela, gettando nuovamente a terra il poliziotto e provando a scappare tra i capannoni del parco commerciale, dove è stato acciuffato pochi istanti dopo. 

E’ finita bene, ma poteva finire nel sangue.

“Dobbiamo cercare, in questo momento di tensioni anche sociali di abbassare i toni – ci tiene a sottolineare il difensore del parrucchiere tunisino 29enne, Samuele De Santis – il ruolo della giustizia è fondamentale per l’equilibrio democratico di questo paese. Giusto il controllo e la repressione, giusto riconoscere ogni diritto a chi lavora e si inserisce nel nostro territorio. Il dottor Mautone e la procura, con la polizia, hanno esercitato il loro ruolo con intelligenza e pacatezza”. 


– Danno in escandescenza dalla parrucchiera e provano ad accoltellare i poliziotti


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