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“Fiume Marta, ok all’uso dell’acqua per l’irrigazione”

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Tuscania - Pesci morti lungo il fiume Marta

Tuscania – Pesci morti lungo il fiume Marta

Tuscania - Il sopralluogo sul fiume Marta

Tuscania – Il sopralluogo sul fiume Marta

Tuscania - Schiuma nel fiume Marta

Tuscania – Schiuma nel fiume Marta

Tuscania - Il sopralluogo sul fiume Marta

Tuscania – Il sopralluogo sul fiume Marta

Viterbo – “Vista la nota della prefettura di Viterbo, acquisita dal comune di Tuscania, dalla quale si evince che dall’esame dei risultati dei campionamenti effettuati sul fiume Marta le acque possono nuovamente essere utilizzate per l’irrigazione, (il sindaco) ordina la revoca del divieto di interdizione dell’uso dell’acqua del fiume Marta per l’irrigazione. Rimangono in vigore tutti gli altri divieti”. Ovvero, la non potabilità, il non abbeveraggio degli animali, la pesca e la balneazione.

Lo scrive Fabio Bartolacci, primo cittadino di Tuscania (comune, insieme a Tarquinia e a Monte Romano, attraversato dal Marta) in un’ordinanza comunale. Nel fiume il 18 febbraio scorso era stata notata della schiuma bianca con conseguente moria di pesci. A fine febbraio il sindaco Bartolacci ha ordinato la “messa in sicurezza del terreno da cui proveniva il percolamento confluito nel Marta”. L’ordinanza è stata notificata dai carabinieri forestali al “rappresentante legale di un’azienda agricola che il 16 febbraio 2018 – spiega il primo cittadino – ha presentato una comunicazione completa dell’utilizzazione agronomica del digestato per lo spargimento sui terreni di sua proprietà situati nel comune di Tuscania, in località San Savino, del digestato”.

Due giorni dopo, il 18 febbraio, in “seguito alla segnalazione dei carabinieri di Tuscania, l’Arpa Lazio, i forestali e la provincia di Viterbo – continua il primo cittadino – hanno effettuato una verifica di emergenza ambientale per riscontrare una presunta contaminazione\interessamento del fiume Marta”. Durante il sopralluogo “è stato accertato – prosegue il sindaco Bartolacci – un ruscellamento\percolamento proveniente dal terreno di proprietà dell’azienda agricola, sottoposto visivamente a fertirrigazione e confluente nel sottostante fiume Marta”.

Con una nota, il 21 febbraio, è intervenuta anche la procura di Viterbo. “I carabinieri forestali di Tuscania hanno sequestrato l’area ipotizzata come luogo di provenienza dello sversamento di sostanze organiche che sono state individuate come causa dell’inquinamento del fiume Marta. Al sequestro sono seguiti prelevamenti autorizzati di campioni per approfondire la natura della sostanza organica”.

Il proprietario del terreno è stato iscritto dal pubblico ministero Stefano d’Arma, che sta coordinando le indagini, nel registro degli indagati per danneggiamento.


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