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Gran finale di campagna elettorale con appelli, selfie e musica

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Mazzoli, Cappetti e Troncarelli

Mazzoli, Cappetti e Troncarelli

Battistoni e Rotelli

Battistoni e Rotelli

Fioroni, Ciambella, Gasbarra ed Egidi

Fioroni, Ciambella, Gasbarra ed Egidi

Viterbo - La chiusura campagna di Francesco Bigiotti

Viterbo – La chiusura campagna elettorale di Francesco Bigiotti

Terrosi, Panunzi e Mazzoli

Terrosi, Panunzi e Mazzoli

Battistoni e Rotelli

Battistoni e Rotelli

Enrico Gasbarra

Enrico Gasbarra

Viterbo – Breve ma intensa. La campagna elettorale per politiche e regionali è finita. Ma prima che mezzanotte scocchi e come per Cenerentola, tutti i candidati si trasformino in comuni cittadini, almeno per la propaganda elettorale, partiti e liste, questo venerdì sera si sono buttati con entusiasmo nel gran ballo di chiusura.

Strutture termali o congressuali, ristoranti e pub. Ogni posto è buono per pronunciare l’ultima, fondamentale dichiarazione. Non serve nemmeno la bacchetta magica, le parole escono da sole.

Fotogallery chiusura campagna elettorale: Aperitivo con il centrodestraIl Pd tra Viterbo e La Quercia

Un appuntamento via l’altro, impossibile seguirli tutti. Aprono le danze Giuseppe Fioroni, Andrea Egidi e Luisa Ciambella (Pd), che con Enrico Gasbarra prima s’incontrano a Montefiascone e poi a La Quercia. Optano per una struttura storica che oggi è pure una rsa. Scelta con cura.

Gasbarra fa il bravo presentatore. Ricorda Pippo Baudo, molto per l’altezza, meno per il colorito. Dietro ha un maxischermo, ci si aspetta che da un momento all’altro annunci lo stop al televoto. Invece, chiama con la giusta enfasi i candidati e poi lancia un monito: “Fioroni deve restare in parlamento”. Applauso. E non si era nemmeno acceso il segnale luminoso.

Andrea Egidi ne approfitta per togliersi qualche residuo sassolino dalla scarpa. Luisa Ciambella ricorda d’avere trovato in questa estenuante campagna elettorale, rabbia rancore e dolore nella gente, ma con il confronto diretto, un dialogo è possibile: “Anche con le persone più arrabbiate”. Emozione.

Giuseppe Fioroni fa un po’ di storia, ricorda i 35 anni d’amicizia che lo legano a Gasbarra, quindi evoca il rischio estremismo che una vittoria del centrodestra porterebbe. Paura.

La sala è piena. Ma per par condicio tutte le sale sono piene. Ci sono diversi assessori. Anche Alvaro Ricci. Avvertimento: per una settimana almeno, meglio evitare battute sulla neve e tantomeno sul ghiaccio. Gelo.

Poco prima, l’altra metà del Pd saluta gli elettori alla Corte delle terme. Enrico Panunzi, Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi in un resort all’altro capo della città. Così vicini, così lontani.

Si avvicendano al microfono diversi sindaci, di Canepina, Vetralla, Vignanello, Vallerano. Attestati di stima e in bocca al lupo ai tre. Mazzoli chiede a tutti di usare le ultime ore per convincere gli incerti. Un discreto esercito. Panunzi ricorda la regione cinque anni fa. Da allora di strada ne ha fatta: “500mila chilometri”. Entusiasmo tra i molti venditori d’auto presenti.

Sempre alle terme, ma le Salus, c’è Francesco Bigiotti. Par condicio sulle presenze rispettata anche qui. Sergio Caci opta per la sala conferenze della provincia.

Ma il gran finale dei finali è del centrodestra. Gli ultimi a incontrarsi. Sono le 20 passate quando si vedono Mauro Rotelli (FdI), Francesco Battistoni (FI), Simonetta Badini (Noi con l’Italia – Udc), Enrico Maria Contardo (Lega) e tutti gli altri.

Si cambia. Niente comizi, zero appelli. Musica, aperitivo, giusto un saluto e l’immancabile selfie, in un pub a piazza Verdi. La coalizione si è sottovalutata. Locale pieno. Quasi impossibile muoversi. Fuori, la gente occupa gran parte della strada. Commenti positivi sul rialzo delle temperature.

Rotelli approfitta dell’atmosfera euforica e fa una profezia: “Domenica assestiamo il primo colpo, poi sarà la volta del comune”. Buona battuta, purtroppo sprecata. Proprio in quel momento passa un vassoio con supplì appena sfornati. Complimenti al cuoco.

La coalizione c’è tutta. Chi dentro e chi fuori. Fisicamente e un po’ anche metaforicamente.

Ancora musica, brindisi, qualche battuta, quattro risate. Il giovane sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli s’intrattiene con il sempre giovane Candido Socciarelli, Gianmaria Santucci gira dentro e fuori senza sosta, dispensa saluti a tutti. Democristiano style.

Gianluca Salza prova a contare i presenti: “Saremo seicento”. Per gli organizzatori. E per la questura?

Umberto Fusco arriva all’ultimo, ma fa in tempo a prendere un bicchiere di prosecco appena versato da Giuseppe Talucci Peruzzi. La serata fila liscia. Solo un contrattempo non previsto dagli organizzatori. Chiamando Arena, a girarsi sono sempre in due. Arena (Francesca) e Arena (Giovanni). Confusione.

Poi tutti a cena. Qualcuno la vorrebbe saltare. Dritto a letto. La stanchezza si fa sentire, ma non si può. Non è ancora finita e domani si riparte. Ma in silenzio. Elettorale.

Giuseppe Ferlicca


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