Viterbo – È passata al pool antiterrorismo della procura di Roma l’inchiesta su Denis Illarionov, il 24enne arrestato a Bagnaia il 12 marzo scorso dai poliziotti della Digos di Viterbo e rinchiuso nel carcere di Mammagialla per fabbricazione e detenzione di materie esplodenti.
Un reato spia che gli inquirenti stanno approfondendo. I poliziotti, sia della questura di Viterbo che dell’antiterrorismo di Roma, stanno ancora attendendo l’esito delle indagini sul materiale informatico e delle analisi chimiche sugli esplosivi che Illarionov aveva in casa e che sono stati sequestrati.
Fatto sta che ora Digos e antiterrorismo non saranno più coordinati dalla procura di Viterbo, il fascicolo era intestato al procuratore capo Paolo Auriemma e al sostituto Franco Pacifici, ma da quella di Roma. E, in particolare, dal pool antiterrorismo, che per Illarionov potrebbe riqualificare anche il capo d’accuso.
A preoccupare gli inquirenti è soprattutto l’esaltazione che il 24enne faceva, via social, degli autori di stragi negli Stati Uniti. Come dell’estremista islamico Sayfullo Saipov che a bordo di un pickup era piombato su una pista ciclabile di New York travolgendo e uccidendo otto persone. “Un altro povero angelo caduto per mano degli infedeli”, scriverà Illarionov su Reddit. Da questa frase, segnalata all’antiterrorismo italiano dall’Fbi, è partita l’inchiesta.
La posizione del 24enne sembra così complicarsi, ma il suo avvocato ha comunque fatto richiesta di scarcerazione al tribunale del Riesame.


