Viterbo – Indagine congiunturale Federlazio secondo semestre 2017
Conferma del miglioramento dei livelli di produzione; ulteriore flessione del ricorso agli ammortizzatori sociali; sostanziale tenuta dell’export, del fatturato e degli investimenti, fondamentali per la competitività e per l’occupazione, che resta in risalita.
E’ la stabilità il dato principale che emerge dall’ultima indagine della Federlazio sullo stato di salute delle piccole e medie imprese della provincia di Viterbo, che ha preso in esame i principali indicatori dell’attività aziendale nel secondo semestre 2017.
Le dinamiche in corso consolidano i fattori positivi registrati ad inizio dello scorso anno e le previsioni sulla prima parte del 2018 stimano ulteriori elementi di crescita.
La ricerca è stata realizzata su un campione di 350 piccole e medie imprese associate, delle quali 46 della Tuscia, le cui caratteristiche settoriali e dimensionali rappresentano fedelmente la composizione dell’universo delle imprese aderenti all’Associazione.
Tav.2.1 – Dimensione media delle imprese.
-
Classe di addetti
Percentuale
1 – 9
33,8
10 – 49
42,7
Oltre 50
23,5
Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio
Per classe di addetti, la maggioranza delle imprese ha una dimensione compresa tra i 10 ed i 49 addetti, con una percentuale pari al 42,7%; mentre il 33,8% impiega fino a 9 unità.
Il peso percentuale delle imprese con oltre 50 addetti è pari al 23,5%.
L’esame dettagliato del ricco repertorio di dati raccolti, costituisce un importante momento di riflessione sulla situazione economica in atto a livello regionale e nelle singole province, nonché un valido supporto empirico e statistico ai possibili interventi e alle politiche di sviluppo.
DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE
Graf.1.1 – Tassi di crescita delle imprese nel terzo trimestre: 2016 e 2017
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Federlazio su dati Movimprese
Nel terzo trimestre del 2017 il tasso di crescita delle imprese del Lazio (Graf. 1.1) è stato positivo ma non esaltante (+0,46%), comunque migliore rispetto al corrispondente dato nazionale (+ 0,30%).
A livello di singola provincia, rispetto al dato regionale, si delineano significative differenze pur in un quadro di crescita contenuta.
Nel confronto spicca il dato della provincia di Roma che ha fatto registrare un tasso di sviluppo positivo dello 0,50% significativamente superiore a quello degli altri territori provinciali.
Al secondo posto si colloca Frosinone, con una crescita dello 0,48%, seguita da Viterbo con lo 0,33%.
Al quarto posto Latina, con un tasso di sviluppo dello 0,31%.
Chiude Rieti con un aumento limitato allo 0,05%.
I semestre 2017
| Domanda |
AUMENTO |
STABILE |
DIMINUZIONE |
| Livello produzione |
26,7 |
64,2 |
9,1 |
| Livello ordini Italia |
57,1 |
28,6 |
14,3 |
| Livello ordini estero UE |
62,5 |
37,5 |
0 |
| Livello ordini estero extra UE |
50,0 |
50,0 |
0 |
| Fatturato Italia |
46,7 |
40,0 |
13,3 |
| Fatturato UE |
71,4 |
28,6 |
0 |
| Fatturato extra UE |
57,1 |
42,9 |
0 |
| Occupazione |
21,1 |
63,2 |
15,7 |
II semestre 2017
| DOMANDA |
AUMENTO |
STABILE |
DIMINUZIONE |
| Livello produzione |
31,6 |
52,6 |
15,8 |
| Livello ordini Italia |
34,6 |
53,8 |
11,5 |
| Livello ordini estero UE |
35,7 |
50 |
14,3 |
| Livello ordini estero extra UE |
30,8 |
53,8 |
15,4 |
| Fatturato Italia |
34,6 |
50 |
15,4 |
| Fatturato UE |
41,7 |
50 |
8,3 |
| Fatturato extra UE |
36,4 |
54,5 |
9,1 |
| Occupazione |
26,9 |
57,7 |
15,4 |
PRODUZIONE
Restano di segno positivo i giudizi espressi dalle imprese intervistate circa i livelli produttivi conseguiti nel periodo luglio-dicembre del 2017, che risultano in crescita nel confronto con il primo semestre dello scorso anno: 31,6%, rispetto al precedente 26,7%.
Si attesta al 52,6% la percentuale di aziende che esprimono un giudizio di stabilità.
In flessione del 6,7% (15,8% rispetto al precedente 9,1%) il novero di intervistati, che esprimono un giudizio di perdita dei livelli produttivi, nel periodo considerato
ORDINATIVI ED EXPORT
Riguardo alla dinamica degli ordinativi è preponderante il novero di risposte circa la stabilizzazione del volume d’affari.
Di rilievo, il 53,8%, rispetto al precedente 28,6% il dato relativo alla tenuta del mercato interno.
Passa, inoltre, dal 37,5% al 50% quello degli ordini in ambito UE, e dal 50% al 53,8% il dato concernente la stabilità dei mercati Extra Unione Europea.
Resta, tuttavia, meno esaltante il riscontro sulle aziende che nel periodo luglio-dicembre scorso hanno registrato aumenti.
Passano dal precedente 57,1% al 34,6% le opinioni positive sulla domanda interna; dal 62,5% al 35,7% quelle sui mercati europei e dal 50% al 30,8% quelle relative ai contesti extra UE.
FATTURATO
Sostanzialmente confermati sul terreno della stabilità, anche i livelli del fatturato sia Interno, che estero: il 50%, rispetto al precedente 40%, considera confermati i livelli sul mercato nazionale; il 50% rispetto al 28,6% di metà anno in ambito Unione Europea .
Contemporaneamente si attestano al 54,5% le risposte relative alla stabilità della fatturazione sui mercati extra UE: nel semestre precedente erano state il 42,9%.
Significativa, per contro, l’attenuazione del novero di coloro che hanno dichiarato un aumento dei risultati di fatturazione conseguiti.
Quelli sul mercato interno, dal precedente 46,7% passano al 34,6%; le risposte in ambito UE scendono dal 71,4% al 41,7% ed, infine, quelle relative agli aumenti del fatturato extra UE, dal 57,1% si contraggono al 36,4%.
L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE
Dal primo semestre 2017 sono state introdotte nel questionario, nella sezione dedicata alle caratteristiche delle imprese, alcune domande relative alla presenza sui mercati esteri.
In particolare si è chiesto di indicare se l’azienda opera sui mercati internazionali, distinguendo anche tra mercato UE ed EXTRA UE, e la percentuale di fatturato derivante dell’export.
Alle aziende che non operano sui mercati esteri ne è stato anche chiesto il motivo.
Da quanto emerge dal grafico 3.1 la proporzione complessiva di aziende internazionalizzate del campione è pari al 43%.
Tra queste la maggior parte (il 26% del totale campione) opera sia sui mercati UE che extra UE.
Risulta marginale la percentuale di quelle focalizzate esclusivamente e su mercati extra UE (solo il 3,0%) mentre quelle che operano sui mercati Europei risulta pari al 14,0%.
Graf. 3.1 – La vostra azienda opera sui mercati internazionali?
Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio
E’ stato anche chiesto, alle aziende internazionalizzate, di specificare la percentuale di fatturato realizzata nei mercati esteri rispetto al totale.
Il grafico 3.2 riporta le distribuzioni rilevate:
-
il 29% sviluppa un giro d’affari non particolarmente significativo (inferiore al 5%)
-
il 36% sviluppa un fatturato estero superiore 30%
-
il restante 35% realizza un fatturato all’estero compreso tra il 5 e il 30%.
Graf. 3.2 – Quanto incide il fatturato realizzato all’estero sul totale delle attività della vostra azienda?(*)
(*) percentuale calcolata sul totale delle aziende internazionalizzate)
Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio
Alle imprese non internazionalizzate si è chiesto di indicare i motivi della loro non presenza sui mercati esteri.
Le risposte ottenute sono piuttosto interessanti: molte aziende hanno evidenziato che non riescono ad iniziare un processo di internazionalizzazione perché dispongono di risorse non sufficienti.
Infatti, più della metà delle imprese dichiara di disporre di risorse umane e finanziarie limitate per operare sui mercati esteri. Si può quindi ipotizzare che una quota parte, anche consistente, delle piccole e medie imprese, se opportunamente supportata, potrebbe approcciare positivamente il contesto internazionale.
Graf. 3.3 – Perché la vostra azienda non opera sui mercati internazionali (*)?
(*) percentuale calcolata sul totale delle aziende non internazionalizzate)
Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio
OCCUPAZIONE
Prosegue il miglioramento della dinamica occupazionale in questa provincia.
Nel quadro d’insieme, l’andamento dell’occupazione appare sostanzialmente stabilizzato, con una percentuale del 57,7% degli intervistati, che dichiarano di aver mantenuto immutata la forza lavoro aziendale.
Parallelamente a tale dinamica positiva, si assiste ad una crescita del novero di aziende che ha dichiarato di aver assunto personale: il 26,9%, rispetto al precedente 21,1%.
In lieve ribasso, il 15,4% rispetto al precedente dal 15,7%, coloro che nel periodo luglio-dicembre del 2017 hanno ridotto l’organico aziendale.
Graf. 3.5 Andamento dei livelli di occupazione in base al grado di internazionalizzazione delle aziende
Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio
Certamente colpisce il dato evidenziato dalla tabella, in ordine all’andamento dei livelli occupazionali nelle aziende orientate ai mercati esteri.
I saldi di opinione crescono in maniera significativa e costante in base al grado di internazionalizzazione.
Tra quelle che hanno puntato all’export, un’azienda su tre ha dichiarato l’incremento del numero di addetti nel secondo semestre 2017; mentre tale proporzione scende a una su cinque, tra quelle che non esportano.
CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI
Tav.1.3 – Lazio: ore di CIG. II semestre 2017 (variazioni % tendenziali)
|
Ordinaria |
Straordinaria |
Deroga |
Totale |
|
| Frosinone |
-47,5 |
-89,1 |
-57,6 |
-82,7 |
| Latina |
-35,6 |
-67,8 |
-85,2 |
-60,1 |
| Rieti |
-3,0 |
-1,7 |
-58,5 |
-11,9 |
| Roma |
47,4 |
45,8 |
-91,9 |
22,1 |
| Viterbo |
18,6 |
-76,2 |
-75,0 |
-58,0 |
| LAZIO |
10,1 |
-16,5 |
-86,1 |
-20,8 |
| ITALIA |
-21,0 |
-31,3 |
-72,8 |
-33,6 |
Come confermato dalla tabella, prosegue il trend discendente complessivamente registrato a partire dal 2015.
Da luglio a dicembre 2017 le ore di Cassa integrazione guadagni da Viterbo ha registrato una contrazione complessiva del – 58%, rispetto al precedente calo del -32,2% del primo semestre, con un andamento diseguale tra le tre tipologie di gestione.
Un risultato che supera di gran lunga quanto registrato a livello nazionale (-33,6%) e regionale (-20,8%).
La tabella evidenzia come tale flessione riguardi tutti i territori della regione, ad eccezione di Roma, ove è stato registrato un aumento del +22,1%.
In questo periodo le ore totali di CIG autorizzate sono diminuite ed in maniera più consistente anche a Frosinone (-82,7%); a Latina (-60,1%) e più contenuta a Rieti (-11,9%).
CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA
Un dato in controtendenza.
Da luglio a dicembre 2017 nella provincia di Viterbo le ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria sono risultate in aumento: +18,6%, rispetto alla flessione del -43,7% registrata nel primo semestre.
Si tratta di un dato rilevante, superiore all’indice positivo rilevato anche a livello regionale (+10,1%); mentre quello nazionale risulta negativo (-21%).
L’altro territorio regionale in cui è risultato in crescita il ricorso a questo ammortizzatore sociale è la provincia di Roma (+47,4%), mentre nel resto della regione è diffusamente in calo.
CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA
La riduzione registrata in ordine al ricorso a questo strumento di sostegno al reddito nella Tuscia nel periodo luglio – dicembre 2017 è stata del -76,2%, rispetto al -25%, del primo semestre: un andamento in linea con le variazioni negative riscontrate a livello regionale, nazionale e nelle altre province del Lazio, ad esclusione di Roma (+45,8%)
CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA
Il riordino degli ammortizzatori sociali attuato con il Jobs Act aveva previsto tra le principali novità l’abolizione della Cassa in Deroga ed i dati raccolti dall’indagine congiunturale sul secondo semestre 2017 ne evidenziano il progressivo azzeramento in tutti i territori regionali.
Nel periodo in esame, nella provincia di Viterbo le ore di CIG in deroga sono diminuite del -75%, rispetto al -10,1% del primo semestre.
INVESTIMENTI EFFETTUATI
E’ pari al 40% la percentuale di piccole e medie imprese della provincia di Viterbo che ha dichiarato di aver effettuato investimenti nel secondo semestre 2017.
Un dato i lieve contrazione rispetto al 41,7% del primo semestre, segno che il quadro resta, comunque, stabile e positivo.
ACCESSO AL CREDITO
Un altro dei temi particolarmente sentiti che nella rilevazione si è affrontato con le imprese, è quello dell’accesso al credito e del rapporto con gli istituti bancari.
Nel secondo semestre 2017 la percentuale delle aziende che hanno richiesto un credito alle banche è stata del 36,4%, in leggera diminuzione rispetto al 37,2% della prima metà dell’anno.
Sempre nel periodo luglio-dicembre scorso si è lievemente ridotta la percentuale di piccole e medie imprese che ha “chiesto il credito alle banche, ma senza ottenerlo”: dal 4,1% al 4%. Anche su questo terreno qualcosa sembra muoversi in direzione positiva, ben differente rispetto a quella degli anni scorsi quando, ad esempio nel 2014, la percentuale di aziende che, richiedendo il credito, se lo vedeva rifiutare dalla banca, superava il 10%.
Graf. 2.10 Nello scorso semestre, Lei ha richiesto credito alle banche (%)
Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio.
UTILIZZO DEI FONDI PER LA FORMAZIONE
Il questionario di indagine ha anche affrontato il tema dello sviluppo delle risorse umane e degli investimenti in formazione.
In particolare si è voluto verificare se le piccole e medie imprese intervistate hanno usufruito delle opportunità di finanziamento rappresentate dai fondi interprofessionali e da altri fondi pubblici.
Da quanto emerso delle risposte raccolte, le aziende che hanno utilizzato queste opportunità sono il 18,0%, ripartite tra chi ha utilizzato fondi interprofessionali (12,0%) e fondi pubblici (6,0%).
La percentuale di aziende che hanno fatto ricorso a fondi per la formazione è, comunque, in crescita: nella rilevazione realizzata nel semestre precedente la percentuale complessiva era stata del 12,0%.
Graf. 2.11- Nel II semestre 2017, ha utilizzato fondi per la formazione professionale?
Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio.
LA PERCEZIONE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA GENERALE
L’indagine ha voluto rilevare anche il punto di vista delle imprese riguardo all’evoluzione della crisi.
In primo luogo è stato chiesto di esprimere una valutazione complessiva sull’attuale situazione economica (Graf. 2.19):
Nonostante il quadro estremamente positivo registrato nelle risposte precedentemente esposte riguardanti le specifiche attività aziendali, le opinioni più diffuse permangono piuttosto caute.
L’affermazione che raccoglie il maggiore grado di consenso considera la situazione ancora poco stabile; va segnalato, comunque, che le affermazioni ottimistiche che considerano il raggiungimento di un discreto equilibrio economico e una positività verso il futuro raccolgono quasi un terzo dei consensi.
Sull’altro versante le posizioni di chi ritiene che la situazione economica sia ancora di grave difficoltà e che il futuro non sarà positivo, riguarda solo una percentuale largamente minoritaria del campione (il 17,0%).
In sintesi si può dire che, a fianco dei risultati positivi degli ultimi dodici mesi trascorsi, il ricordo degli effetti e degli strascichi che la lunga crisi ha prodotto nel sistema economico generale rimane ancora vivo e sarà necessario che i risultati, fin qui ottenuti, si consolidino e migliorino ulteriormente perché possa essere definitivamente lasciato alle spalle.
PREVISIONI
L’indagine della Federlazio ha rilevato anche le previsioni a breve termine, in ordine alle aspettative degli operatori per l’andamento della prima metà del 2018.
Le opinioni espresse sono risultate improntate ad una prevalente fiducia che regna tra i piccoli e medi imprenditori della provincia di Viterbo, con risposte positive in ordine a pressoché tutti gli indicatori presi in esame.
SITUAZIONE ATTESA DEL BUSINESS
| Domanda |
AUMENTO |
STABILE |
DIMINUZIONE |
| Livello produzione atteso |
33,3 |
66,7 |
0 |
| Livello ordini Italia atteso |
24 |
76 |
0 |
| Livello ordini estero UE atteso |
54,5 |
46,5 |
0 |
| Livello ordini estero extra UE atteso |
50 |
50 |
0 |
| Fatturato atteso Italia |
28 |
68 |
4 |
| Fatturato atteso UE |
54,5 |
45,5 |
0 |
| Fatturato atteso extra UE |
50 |
50 |
0 |
| Occupazione attesa | 28 |
56 |
16 |
|
INVESTIMENTI |
SI |
56,5% |
|
NO |
43,5% |
Produzione
La percentuale di imprese che prevede un aumento della produzione fra gennaio e giugno dell’anno in corso è del 33,3%, rispetto al 66,7% delle attese che propendono per una stabilità.
Nessuno degli intervistati stima un calo dei livelli produttivi.
Nuovi ordini
Per quanto riguarda le attese sul livello degli ordinativi si attesta al 24% la percentuale di chi prevede un aumento della domanda interna e risulta del 76% il novero di coloro che prevedono stabilità, mentre nessun operatore ipotizza una contrazione.
E’ del 54,5%, la previsione di un incremento sui mercati dell’Unione Europea, rispetto al 45,5% di aziende che ritengono stabile il volume d’affari in tale contesto.
Ottimistiche anche le opinioni espresse circa possibili aumenti della domanda nell’area Extra UE: il 50% degli intervistati, accanto all’altro 50% che prevede stabilità.
Fatturato atteso
E’ stato chiesto alle imprese del campione di esprimersi anche sulle previsioni di fatturato per il primo semestre del 2018.
Il 28% degli intervistati esprime ottimismo sul fronte del mercato interno, mentre il 68% ritiene stabili i livelli di fatturazione.
Solo il 4% stima una contrazione.
E’ del 54,5% la percentuale di coloro che prevedono aumenti di fatturato sui versante UE; si attesta al 45,5% la quota di aziende che prevede una stabilità dei livelli di fatturazione.
Contemporaneamente il 50% di operatori pronostica un incremento del fatturato nei mercati dell’area Extra UE, mentre
Il 50% degli intervistati intravvede stabile tale fronte di mercato: nessuna azienda pronostica contrazioni.
Occupazione
Per quanto concerne le ipotesi di assunzione nel prossimo semestre, il 28% degli interpellati ha dichiarato la disponibilità ad aumentare l’organico aziendale; il 56% propende per una stabilità della forza lavoro e il 16% ipotizza una riduzione del personale, nel periodo gennaio-giugno del corrente anno.
Investimenti
In deciso aumento anche le opinioni espresse in ordine agli investimenti nel primo semestre 2018.
Il 56,5% delle imprese intervistate prevede di investire: una percentuale decisamente superiore a quella relativa agli investimenti aziendali registrati nella seconda parte del 2017 (il 40%).
