Viterbo – “Chiamatemi Umberto Fusco”. Appena eletto nell’uninominale, collegio di Guidonia e pure nel proporzionale a Roma, dietro a Salvini, il referente della Lega nel territorio fa il suo primo incontro da senatore.
E subito ci tiene a fare una precisazione: “Non cambio telefono – spiega Fusco – non cambio nulla, resto Umberto Fusco, non chiamatemi senatore Fusco”.
Se sul piano personale resta tutto come prima, qualcosa a livello politico cambia, eccome. Qualcosa di pesante. Oggi la Lega anche nella Tuscia ha un peso e Fusco intende farlo valere.
“Se prima – osserva Fusco – ci invitavano agli incontri e poi se andavamo bene, altrimenti pazienza, oggi non è più così”.
La matematica non è un’opinione. Soprattutto in politica. “Siamo il primo partito del centrodestra a Viterbo e il secondo in assoluto tra tutte le formazioni – osserva Fusco – nella Tuscia ci attestiamo al 18%, con punte anche del 20%”.
Percentuale che inevitabilmente dovrà contare ai prossimi impegni elettorali. Tra due mesi si vota in cinque comuni di Viterbo, a cominciare dal capoluogo. Fusco non ne vuole parlare, ma è chiaro il riferimento.
“Facciamo parte del centrodestra – precisa Fusco – quindi, prima ragioniamo con gli alleati, poi se ne discute. Venerdì sarò a Milano e in quell’occasione affronteremo anche il tema delle amministrative”. Incontrerà Matteo Salvini. Il segretario della Lega lo ha chiamato non appena acquisito il risultato nella Tuscia. “Era molto soddisfatto”.
Direzione palazzo Madama, senza dimenticare da dove parte. Viterbo. “Abbiamo un programma – osserva Fusco – i cittadini ci hanno votato per metterlo in campo questo dobbiamo fare. Partendo dal lavoro, ma se penso al territorio, c’è anche il termalismo. Farò in modo che il settore riparta non a parole ma nei fatti”.
A Roma, intanto: “Il 23 marzo è convocato il parlamento – osserva Fusco – saranno eletti i presidenti di camera e senato, da quel momento partirà il lavoro del presidente della repubblica per formare un governo.
Noi siamo la coalizione vincente, abbiamo tutti i numeri per dare a Salvini la l’incarico”.
Fuga il pericolo di un ritorno alle urne, in assenza di una maggioranza. “Ci sono state elezioni, hanno pure avuto un costo, i cittadini vogliono risposte dagli eletti”.
Giuseppe Ferlicca


