Roma – Mafia Capitale atto secondo, appello al via per 43 imputati. Show in aula della difesa i Massimo Carminati, presunto boss dell’organizzazione, con l’avvocato Giosuè Naso che ha preso la parola per sparare a zero su procura e stampa, in particolare il giornalista Lirio Abbate.
Per l’ennesima volta in un’aula di giustizia ha chiamato il cronista dell’Espresso “delirio Abbate”, storpiando il nome del giornalista, autore di numerose inchieste in cui ha documentato le malefatte dell’ex Nar condannato nel primo grado di questo processo a 20 anni per associazione a delinquere.
Si è aperto così nell’aula bunker di Rebibbia l’appello del maxiprocesso Mafia capitale. Alla sbarra 43 imputati, per 28 dei quali il secondo grado di giudizio è stato chiesto dalla procura. Si tratta di coloro che in primo grado erano accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, che il collegio ha riqualificato in associazione semplice.
Le prove della tesi accusatoria sarebbero nelle carte processuali, ma non sono esclusi colpi di scena. Alcuni difensori si dicono sicuri del loro successo finale e fanno sapere che chiederanno ai giudici la riapertura dell’istruttoria, citando nuovi testimoni o riconvocando in aula testi già sentiti dal tribunale.
La corte ha intanto già calendarizzato le udienze del dibattimento: se ne terranno due a settimana, ogni martedì e giovedì, fino al 28 giugno. Il presidente Claudio Tortora ha anche deciso la partecipazione in videoconferenza al dibattimento di Buzzi e Carminati, detenuti da dicembre 2014. Rifiutata quindi l’istanza dei difensori di far trasferire Carminati e Buzzi a Roma.
